La Stampa, 16 marzo 2025
Chi c’è dietro il fenomeno dei trattori rubati in Piemonte e spediti nei Paesi dell’Est Europa
Almeno una trentina di «colpi», l’anno scorso, soltanto in provincia di Cuneo. Dai mezzi più piccoli, utilizzati per i lavori nelle vallate e in montagna, ma che possono arrivare a costare anche 40 mila euro, a quelli più imponenti e sofisticati per le attività in pianura, il cui valore oscilla attorno ai 200 mila. Un fenomeno diffuso e preoccupante, quello dei furti dei trattori agricoli in Piemonte, e che comporta gravissimi danni per le aziende. Un’emergenza nelle campagne, con l’ombra di un racket, di una regia molto organizzata di ladri che entrano in azione soprattutto nelle ore notturne, per potersi poi muovere su strade secondarie. Ma non mancano gli episodi di giorno, ad esempio durante il pompaggio delle acque irrigue o le pause, quando è purtroppo ancora abitudine lasciare le chiavi inserite nel quadro. Il mondo tranquillo di una volta è cambiato. I veicoli rubati, spogliati dei segni di riconoscimento, matricole e targhe di circolazione, vengono caricati su bisarche o camion e finiscono nei Paesi dell’Est Europeo, la Romania in particolare.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Cuneo, che ha raccolto decine di segnalazioni di reati diffusi in maniera capillare, dall’Albese e Braidese (La Morra, Sommariva Perno, Bra, Ceresole d’Alba, con punti di smistamento della refurtiva tra Monteu Roero e Canale), al Cuneese (Cuneo e Peveragno), Fossanese (Bene Vagienna e Trinità), Cebano-Monregalese (Mondovì e Castellino Tanaro) e Saviglianese. Nella maggioranza dei casi, grazie al segnale Gps sui mezzi e alle indagini delle forze dell’ordine, la refurtiva viene recuperata e restituita. Ma per i trattori ritrovati all’estero le pratiche burocratiche di rimpatrio costringono gli agricoltori a una lunga, estenuante trafila, oltre che a pesanti spese.
Il tema sarà al centro del dibattito in prefettura, al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, ma interessa anche il Torinese e se n’è parlato al convegno «Trattori a rischi furto», organizzato a Carmagnola da Regione e associazione carabinieri «Petrogno». In platea una folla di duecento persone. «Massima collaborazione con le forze dell’ordine per arginare il fenomeno – così il presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco -. Cercheremo di creare un collegamento diretto tra associazioni di categoria, Consolato o Ambasciata italiana in Romania, perché molti trattori vengono ritrovati lì. Obiettivo: semplificare la burocrazia e ridurre i costi a carico degli agricoltori».