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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Quelle parole tra Andrea Sempio e il padre e l’ombra di una talpa nell’inchiesta

Nell’inchiesta sull’omicidio di Garlasco, in questa clamorosa rilettura investigativa che vede Andrea Sempio indagato come coautore, arriva un altro colpo di scena: qualcuno ha forse suggerito al giovane dove stavano andando le indagini?
Gli inquirenti stanno rileggendo tutti i verbali delle dichiarazioni del giovane, amico di Marco Poggi, fratello minore di Chiara, e dei suoi genitori. Si sono soffermati su un dettaglio all’apparenza irrilevante ma che potrebbe celare altro. In particolare, su quando nella propria auto i Sempio trovarono lo scontrino che per la difesa del ragazzo lo colloca a Vigevano, lontano dalla villa dei Poggi nei momenti dell’assassinio. Ora, è già noto che in una intercettazione tra Andrea e Giuseppe Sempio, il primo si lamentava con il secondo di aver dato una versione diversa dalla sua. Andrea aveva affermato che il recupero era saltato fuori dopo la prima deposizione mentre Giuseppe colloca il ritrovamento in un momento successivo. Tanto che il ragazzo si duole con il padre per aver «cannato» su questo particolare: «Ne abbiamo cannata una», gli dice. Ma non è solo questa contraddizione a sorprendere chi indaga. I dubbi si rafforzano, mettendo in sequenza deposizioni e intercettazioni del 10 febbraio 2017.
Quel pomeriggio alle 16,30 viene sentito a Pavia al secondo piano in tribunale Andrea Sempio che sullo scontrino afferma: «Quello scontrino è stato ritrovato da mio padre o mia madre sulla macchina qualche giorno dopo il fatto, quando io ero già stato sentito. (…)». Il verbale si chiude alle 17,43 e appena dopo quattro minuti, alle 17,47, entra dai pm il padre Giuseppe. Ai magistrati sul punto dà una versione diversa: «In merito allo scontrino, sono stato io a ritrovarlo qualche giorno dopo il fatto, pulendo la macchina. Quando mia moglie l’ha visto mi ha detto di tenerlo, visto quello che era successo quel giorno, immaginando che tutti gli amici di Marco Poggi sarebbero stati sentiti in quanto frequentatori della casa». Giuseppe firma il verbale alle 18,20. Esce e 45 minuti dopo è con il figlio e quest’ultimo subito si mostra preoccupato, appena inizia la conversazione: «Ne abbiamo cannata una: io ho detto che lo scontrino era stato ritrovato dopo che ero stato sentito, tu hai detto che l’abbiamo ritrovato prima. Io ho detto che l’abbiamo trovato dopo essere stato sentito, già la prima volta... Ero stato sentito e poi l’abbiamo trovato…». Dall’intercettazione sembra che Andrea già conosca il contenuto della deposizione del padre tanto che si rammarica con lui di aver detto cose diverse, appunto «cannate». Ma chi glielo aveva detto? Gli investigatori considerano poco probabile che i due si siano già confrontati in precedenza, visto il poco tempo trascorso dalla conclusione degli interrogatori. Che sia la prima volta che ne parlano sembrano testimoniarlo anche i toni e il seguito della conversazione tra i due. Padre: «Va be’ a me sembra la prima però non cambia niente... cosa ti han detto?», figlio: «Un cazzo, comunque la versione è la stessa», padre: «Quand’è che ti hanno mandato a chiamare tre quattro giorni dopo... son passati 10 anni», figlio: «Non sto dicendo niente... ne stiamo parlando, punto... a parte che mi han fatto alcune domande, che non pensavo mi facevano, non gli ho dato una risposta perfetta... mi hanno chiesto se io ero andato a Vigevano (al parcheggio dove avrebbe lasciato l’auto e preso lo scontrino, ndr)».
Qualcuno aveva aggiornato Andrea Sempio, magari dopo aver avuto accesso telematico al documento?
Non solo, la mattina dell’omicidio il papà di Sempio afferma di aver salutato il figlio a casa e dopo, verso le 10, appena rientrata la moglie da fuori, ha preso l’auto di famiglia per recarsi a Vigevano. Peccato che anche su questo punto non ci sia coincidenza: «Mi alzai alle 9 ma non ricordo se mio padre fosse effettivamente a casa». Andrea è però contraddetto dalla mamma, Stefania: «Quella mattina in casa c’era mio figlio e mio marito, mi sono svegliata verso le 7,30, si erano già alzati anche loro. Io verso le 8,15 sono uscita per andare a fare delle commissioni...(…) Sono tornato a casa verso le 10 mi sono mossa con l’unica macchina che avevamo all’epoca in famiglia. Quando sono tornato a casa ho trovato mio marito e mio figlio, il quale mi stava aspettando perché mi aveva già detto prima che io uscissi che se gli serviva la macchina per andare in libreria a Vigevano. Mio figlio ha un sacco di libri e legge molto. Quando sono uscita, mio figlio era già vestito. Quando sono tornata ho dato le chiavi della macchina a mio figlio che è uscito ed è rientrato verso 12 e mi ha detto che era stato in libreria ma l’aveva trovata chiusa e poi era stato a trovare la nonna». Andrea e il padre Stefano si sono alzati insieme prima che mamma Stefania uscisse alle 8,15 come ricorda quest’ultima? E come mai il giovane non ricorda di aver visto il padre per le ore successive quando aspettava che la madre rincasasse?