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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Brugnaro scheda gli “hater”: fa le liste di chi lo ha offeso

Gli uffici del Comune di Venezia, tra 2020 e 2021, hanno prodotto tabelle fitte fitte, con nomi e cognomi di cittadini comuni, politici, giornalisti, anche pagine social satiriche, colpevoli di aver “offeso” il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sul web, con un indicatore da 1 a 5 riguardo la gravità dell’offesa, e annotando mezzo e data dell’offesa stessa. Si trovavano in uno dei faldoni sequestrati negli uffici comunali del vicecapo di gabinetto Derek Donadini, oggi indagato come il sindaco e il capo di gabinetto per concorso in corruzione, insieme a centinaia di pagine sulle inchieste giornalistiche di Domani e Report che in quegli anni riguardavano il sindaco e il suo presunto conflitto d’interessi, lo stesso che nel 2024 ha interessato anche la procura. Lo ha raccontato La Nuova di Venezia, che ha dato per prima la notizia. Ma quelle tabelle, che oggi si sa esistere davvero, erano state annunciate e rivendicate più volte dal sindaco, già all’epoca. “Chi fa polemiche pretestuose, sappia che avrà tempo per essere richiamato a quello che ha fatto in questo periodo – diceva ad esempio il sindaco via Facebook a fine marzo 2020. – Abbiamo nomi e cognomi. Seguiamo giorno per giorno tutto quello che viene scritto, scrivete pure. Noi non rispondiamo, ne parleremo un’altra volta”. Si sollevò l’opposizione: alcuni di quelli che avevano reagito, ieri hanno saputo di essere stati effettivamente schedati.
Un concetto, quello della denuncia penale contro persone che lo stavano “offendendo pesantemente” a mezzo social, ribadito durante un consiglio comunale nell’ottobre 2021. Ma la “pesantezza” delle offese schedate era quantomeno relativa e aveva tra gli autori l’ex sindaco Ugo Bergamo, lo scrittore Giovanni Veronesi, una seguita pagina di satira locale. Bastava aver scritto parole come “grebano” (rozzo, ignorante, ndr), “arrogante” o “prepotente” nel commento per finire schedati, nota il consigliere comunale Marco Gasparinetti, finito nei fogli excel con parecchi altri della lista Terra&Acqua: “Inquietante che dei dipendenti pubblici, pagati coi nostri soldi, abbiano passato del tempo a incasellare i nomi di cittadini critici, con parole che peraltro sono lontanissime dal reato di diffamazione” dice. Sui fogli stampati, che contengono il “contenuto dell’offesa in sintesi”, oltre al nome dell’offendente anche degli appunti aggiuntivi a penna, e l’ipotesi di quantificazione economica (una colonna rimasta vuota). Le pagine dedicate ai cittadini (giornalisti inclusi, ma segnalati con un asterisco a penna) sarebbero una dozzina, per centinaia di commenti e post. “Più volte questa giunta ha ventilato la possibilità di azioni legali contro di noi con dichiarazioni che avevano il sapore della minaccia – ha detto la segretaria Pd Monica Sambo. – Oggi scopriamo che, oltre alle parole, vi era un monitoraggio sistematico. Estremamente grave e preoccupante”. Fonti vicine all’amministrazione provano a ridimensionare, sostenendo che si annotavano solo i commenti potenzialmente oggetto di un’azione legale. “Sono cose che fanno i tecnici, e lo continueranno a fare, giusto che lo facciano”, ha detto ieri il sindaco.