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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Zelinsky, quasi omonimo: tre anni di carcere per diserzione

I quaccheri ucraini hanno rivolto una lettera alla Commissione di Venezia, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa in materia costituzionale, al fine di mettere in evidenza la lotta per il diritto all’obiezione di coscienza del cittadino ucraino Dmytro Zelinsky, attualmente condannato a tre anni di carcere per il suo rifiuto delle armi. Dapprima assolto, il 28 agosto 2024 la Corte d’Appello di Ternopil ha poi riconfermato la condanna per l’attivista e membro della Chiesa Avventista del Settimo Giorno. La Commissione di Venezia, che al suo interno include la presenza anche di Paesi esterni all’Ue tra cui, appunto, l’Ucraina, dopo aver studiato il caso, ha presentato la propria analisi alla Corte Costituzionale di Kiev. Questa ha esaminato il caso ieri e, secondo i firmatari dell’appello in favore di Zelinsky, potrebbe crearsi un precedente che aprirà una strada all’adozione del diritto di obiezione di coscienza in Ucraina, diritto garantito dall’articolo 9 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e dall’articolo 18 del Patto internazionale sui diritti civili e politici (Igpp). I quaccheri hanno esortato la Commissione di Venezia, nella sua consulenza offerta a Kiev, a evidenziare anche altri casi di violazioni di suddetto diritto, “come gli attuali prigionieri di coscienza Vitalii Kryushenko e Sergey Semchuk e il pastore Oleksandr Solonets dalla prigionia dell’esercito”, scrivono nel loro appello pubblico e chiedono che la Corte Costituzionale ucraina “chiarisca che né l’assenza di un servizio alternativo di natura veramente non militare, né la punizione, la discriminazione, la privazione arbitraria della libertà e la tortura, o qualsiasi altra forma di persecuzione per convinzioni religiose o morali profondamente radicate, siano in alcun modo accettabili, specialmente in tempo di guerra”.