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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Getta la moglie malata (di Alzheimer) nel fiume e la uccide: Angelo Bernardone sconterà 14 anni in carcere

Angelo Bernardone, 77 anni, da ieri è rinchiuso nel carcere di Larino. Lì, il pensionato di Casalbordino, dovrà scontare la pena a 14 anni di reclusione, passata in giudicato, per l’omicidio la moglie, Maria Rita Conese, 72 anni, avvenuto il 26 dicembre 2021. Il suo legale, l’avvocato Vincenzo Cocchino, non ha proposto ricorso in Cassazione per il suo assistito, che in Appello, lo scorso 19 ottobre, era stata confermata la condanna di primo grado pronunciata il primo dicembre 2023, dalla Corte d’assise di Lanciano, presieduto da Massimo Canosa, con giudice a latere Maria Rosaria. Anche nel giudizio davanti ai giudici aquilani, a Bernardone erano state riconosciute le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti, e come pena accessoria gli era stata applicata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
LE PARTI CIVILI
Il pensionato, ex metalmeccanico in una azienda della Val di Sangro, inoltre, era stato condannato al risarcimento per 100mila euro per i quattro figli, costituitisi parte civili attraverso l’avvocato Giampaolo Di Marco, somma che il pensionato dovrà devolvere in favore di una associazione che si occupa di difesa delle donne che subiscono violenze. Bernardone, al quale era stato vietato di andare all’estero e di risiedere nella provincia di Chieti, ha ricevuto la notifica della misura cautelare in carcere, in un paese del Molise, dove si era trasferito da qualche tempo, e condotto nella casa di reclusione di Larino.
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 L’omicidio di Maria Rita Conese era avvenuto nella ricorrenza di Santo Stefano del 2021. L’uomo, verso le ore 15, aveva raggiunto in auto un ponte lungo sulla strada Provinciale 216, che collega Casalbordino ad Atessa, cittadina originario della Conese. Aveva arrestato il mezzo e dopo aver fatto scendere la moglie, malata di Alzheimer e affetta da una grave demenza vascolare, l’aveva spinta dalla sommità di un dirupo nel fiume Osento. Un volo di oltre 10 metri, con il corpo della Conese che era finito prima in mezzo alla boscaglia e poi nell’alveo del corso d’acqua. Era risalito in auto e fatto ritorno a casa, per confessare ai figli d’aver ucciso la moglie. Una versione ribadita poco dopo anche ai carabinieri di Casalbordino, davanti ai quali il pensionato si era presentato per costituirsi. Agli uomini dell’Arma aveva spiegato di aver spinto la Conese al culmine di un litigio, una discussione che gli aveva fatto comprendere di non essere più in grado di poter gestire la moglie e la sua malattia.
 Nella speranza di poter ancora salvare la donna, i carabinieri avevano chiesto l’intervento di un’ambulanza. Si era levato in volo anche un elicottero del 118, ma all’arrivo dei sanitari sulla Provinciale 216 nel punto indicato dal pensionato non si era potuto far altro che constatare il suo decesso. La tragica fine della Conese aveva profondamente colpito la comunità di Casalbordino, dove la famiglia Bernardone era conosciuta.