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 2025  marzo 16 Domenica calendario

Garlasco, il legale di Marco Poggi: «Certe le prove contro Stasi. Dna di Sempio su Chiara? Era spesso in quella casa»

«Per chi conosce bene la vicenda processuale è impossibile avere dubbi, Alberto Stasi è l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi». A sostenerlo l’avvocato penalista Francesco Compagna, legale di Marco Poggi (il fratello della vittima) a partire dal primo giudizio di Cassazione, quello con cui gli Ermellini hanno annullato di fatto le due precedenti assoluzioni di Stasi.
Come ha reagito Marco alla notizia della riapertura del caso?
«È estremamente sereno ma allo stesso tempo non si capacita di quanto sta avvenendo. Siamo sorpresi e dispiaciuti della riapertura delle indagini: fa impressione vedere lanciare nel tritacarne mediatico una persona, Andrea Sempio, che tutti sanno essere estranea a questa vicenda».
Quali sono gli elementi emersi a carico di Sempio?
«Le tre telefonate effettuate da Andrea mentre Chiara era a casa da sola e l’eventuale presenza del suo dna, sono dati probatori noti da molto tempo e testimoniano semplicemente il fatto che Sempio frequentava la casa del suo amico Marco. Quanto all’ipotesi che l’impronta lasciata in bagno dal killer possa corrispondere a un 44 e non a un 42, non vedo francamente grandi differenze visto che Stasi portava scarpe che a seconda dei modelli andavano dal 42 al 44. La perizia che faranno è quindi superflua».
Gli stessi elementi che sono già stati vagliati da tutti i giudici chiamati ad esprimersi a vario titolo sulla vicenda?
«Anni dopo il delitto, a seguito delle iniziative assunte dalla difesa di Stasi e da alcuni carabinieri di Milano, ci sono state ben due archiviazioni, nel 2017 e nel 2020, da parte della Procura e dei gip di Pavia, oltre a un’ordinanza della Corte di assise d’appello di Brescia che ha rigettato la richiesta di revisione avanzata, proprio sulla base di questi elementi, dai difensori di Stasi».
Ora però si parla di compatibilità delle tracce di dna trovate sotto le unghie di Chiara con quello di Sempio.
«Non so se con dei risultati solo parzialmente attendibili sia corretto parlare di compatibilità del dna, ma fatico davvero a capire quale rilievo possa avere un simile dato. È noto a tutti che sulle unghie si annidano spesso tracce riferibili a più persone senza che questo costituisca un dato indiziario. Non stiamo parlando di uno sconosciuto, ma di una persona che frequentava la stessa casa».
Quelle tracce cosa indicano?
«Volendo ipotizzare che si tratti davvero del dna di Sempio è naturale pensare che possano aver toccato la stessa superficie».
Non tutti però sono convinti della colpevolezza di Stasi.
«Dopo una doppia assoluzione c’è chi sostiene che il processo dovrebbe interrompersi. Ma questo non c’entra nulla con l’effettivo accertamento della sua colpevolezza: le prove decisive sono emerse successivamente, a cominciare dallo scambio dei pedali della bicicletta e di alcune evidenti manovre di depistaggio. Per chi conosce a fondo la vicenda processuale è impossibile avere dei dubbi».
Quali sono stati i depistaggi?
«Il fatto che la bicicletta nera da donna della famiglia Stasi non fosse stata nemmeno fotografata durante le indagini resta un fatto inspiegabile che ha condizionato lo sviluppo del processo. Inoltre si è accertato solo in un secondo momento che Stasi non era mai entrato nella casa dopo l’omicidio e ciò che aveva descritto sul ritrovamento del cadavere era un’istantanea della scena del crimine appena commesso. Parlò del viso bianco di Chiara e del corpo posizionato nella parte alta della scalinata, mentre all’arrivo dei carabinieri la gravità lo aveva fatto scivolare giù dai gradini e il volto era diventato scuro per l’afflusso di sangue alla testa. Per lo stesso motivo le scarpe Lacoste che calzava quando si presentò in caserma sono risultate pulite, così come il tappetino della sua auto».
Quindi perché riaprire il caso?
«Lo spazio che la vicenda ha trovato in questi giorni sui media aiuta a capire che le spinte in tal senso possono essere molteplici. Ho letto addirittura che nelle indagini su Sempio sollecitate dalla difesa Stasi sarebbero stati coinvolti la Equalize e il defunto Carmine Gallo. È importante evitare che la rilevanza mediatica di alcuni processi non finisca per trasformarli in una battaglia senza esclusione di colpi. A maggior ragione dopo che la giustizia ha già fatto il suo corso».