ilsole24ore.com, 16 marzo 2025
Gaza, morti almeno 9 operatori umanitari a Beit Lahia. Idf divulga nomi presunti militanti uccisi
Un raid aereo condotto ieri, 15 marzo, dall’Aeronautica israeliana nei pressi di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza, ha causato la morte di almeno nove operatori di organizzazioni di beneficienza, secondo quanto riferito dall’ufficio stampa di Hamas e ripreso dalla Cnn. L’episodio, descritto come il più grave dallo stop alle ostilità entrato in vigore a gennaio, ha anche provocato numerosi feriti.
Idf divulga i nomi dei militanti uccisi nel raid a Beit Lahiya
Da parte sua, l’esercito israeliano (Idf) sostiene di aver preso di mira una “cellula terroristica” che impiegava un drone per attacchi contro i soldati all’interno della Striscia. Stando alle forze armate, nel raid sono rimasti uccisi sei membri di gruppi armati, fra cui Mostafa Mohammed Shaaban Hamad, indicato come uno degli infiltrati in Israele durante i tragici eventi del 7 ottobre.
Nell’elenco degli “obiettivi neutralizzati” figura anche Mahmoud Imad Hassan Aslim, affiliato al Battaglione Zeitoun di Hamas, accusato di aver agito sotto copertura giornalistica.
Tra le persone identificate ci sono: Mustafa Mohammed Shaaban Hamad, ritenuto membro di Hamas e coinvolto nell’invasione del territorio israeliano il 7 ottobre 2023; Mahmoud Yahya Rashdi as-Saraj, affiliato alle forze ingegneristiche di Hamas; Bilal Mahmood Fuad Abu Matar, militante di Hamas che si sarebbe presentato come fotografo; Mahmoud Imad Hassan Isleem, appartenente al battaglione Zeitoun di Hamas, descritto come un falso giornalista; Suheib Bassem Khaled Najar, legato alla Jihad Islamica Palestinese e recentemente scarcerato nell’ambito di un cessate il fuoco con Hamas; Mohammed Alaa Suhbi al-Jafir, un altro membro di Hamas.
Idf: uccisi due militanti Hezbollah nel sud del Libano
Due membri di Hezbollah sono rimasti uccisi questa mattina in un raid aereo israeliano nel sud del Libano, secondo quanto riportato dal Times of Israel citando fonti dell’Idf. Stando alle dichiarazioni dell’esercito israeliano, i due miliziani erano impegnati in attività di sorveglianza al confine e avrebbero partecipato alla pianificazione di azioni ostili contro Israele, operate dalle zone di Yater e Mays al-Jabal.Shin Bet: sventato attentato terroristico a Gerusalemme vecchia
La polizia israeliana e i servizi di sicurezza interni (Shin Bet) hanno annunciato di aver sventato un presunto piano terroristico nella Città Vecchia di Gerusalemme, durante il mese sacro del Ramadan. A riferirlo è il Times of Israel.
Secondo una nota congiunta, il sospettato – un cittadino arabo israeliano di nome Uday Mobarsham, residente nel villaggio di Makr, nel nord del Paese – è stato arrestato a febbraio dopo aver acquistato un fucile artigianale e aver avviato un addestramento per utilizzarlo. Dalle indagini è emerso che l’uomo avrebbe dichiarato l’intenzione di aprire il fuoco nei pressi della Porta di Damasco, prendendo di mira agenti di polizia o israeliani di fede ebraica.
Omicidio a Yafa an-Naseriyye
Sul fronte interno israeliano, un uomo di 27 anni, identificato come Nour al-Din Abdelqader, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco questa mattina mentre si recava al lavoro nella città araba settentrionale di Yafa an-Naseriyye, nei pressi di Nazareth. I soccorritori lo hanno trovato in condizioni critiche e ne hanno constatato il decesso sul posto. Le autorità di polizia hanno avviato un’indagine ma, al momento, non si registrano arresti. Dall’inizio del 2025, almeno 54 cittadini arabo-israeliani hanno perso la vita in circostanze violente: i rappresentanti di questa comunità puntano il dito contro la presunta negligenza delle forze dell’ordine, lamentando un alto numero di casi irrisolti.