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 2025  marzo 15 Sabato calendario

Hamas: 150 morti da inizio tregua, Israele ha colpito giornalisti e operatori umanitari

Hamas ha accusato Israele di aver commesso una “palese violazione” dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza, dopo che l’agenzia di difesa civile palestinese ha riferito che nove persone sono state uccise in attacchi con droni israeliani nella città settentrionale di Beit Lahia.
Secondo il portavoce dell’organizzazione, Hazem Qassem, lo Stato ebraico ha preso di mira un gruppo di giornalisti e operatori umanitari, definendolo un “massacro orribile” e una violazione dei termini della tregua. Tra le vittime, infatti, ci sarebbero anche tre cronisti, afferma il Centro per la protezione dei giornalisti palestinesi. Fonti palestinesi riportano che uno di loro sarebbe Mahmoud Isleem, un fotografo che ha lavorato per l’agenzia turca Anadolu.
La versione di Israele
Per l’Idf, stando a quanto riporta il Times of Israel, si sarebbe trattato di un attacco contro “due terroristi che operavano un drone che costituiva una minaccia per le truppe israeliane nella zona”, nei pressi del Corridoio di Netzarim. I due miliziani sarebbero stati attaccati. Poco dopo, “altri terroristi hanno raccolto l’attrezzatura per il drone e sono saliti su un veicolo”, per poi essere colpiti da un secondo attacco.
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Le condizioni per il rilascio di Edan Alexander
Già nelle ore precedenti, Hamas aveva dichiarato di essere pronta a rilasciare il cittadino israelo-americano Edan Alexander, 21 anni, nonché i corpi di altri quattro ostaggi, a condizione che Israele applicasse integralmente l’attuale cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. L’organizzazione palestinese ha definito questo passo un “accordo eccezionale” volto a ripristinare la tregua e ha aggiunto che i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco – in stallo da tempo – dovrebbero iniziare il giorno stesso del rilascio per concludersi entro 50 giorni.
Stando a un alto funzionario del movimento militante islamico, l’accordo prevede inoltre che Israele interrompa il blocco degli aiuti umanitari e si ritiri dal corridoio strategico al confine tra Gaza ed Egitto. Hamas, da parte sua, intende chiedere anche la liberazione di ulteriori prigionieri palestinesi in cambio degli ostaggi.
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Israele: ucciso in Libano membro di Hezbollah
Nel sud del Libano, intanto, un drone israeliano ha condotto un attacco centrando un’auto nel villaggio di Bourj el-Mlouk e uccidendo, secondo l’esercito di Tel Aviv, un membro di Hezbollah attivo nella zona di Kfar Kila, vicino al confine. L’agenzia di stampa nazionale libanese ha confermato l’episodio ma non ha fornito ulteriori dettagli.
La notizia dell’attacco è arrivata poco dopo la condanna di due persone da parte del tribunale militare libanese per aver consegnato informazioni digitali a Israele. Quattro fonti giudiziarie, rimaste anonime perché non autorizzate a parlare con i media, hanno riferito che uno dei condannati dovrà scontare 15 anni di carcere, mentre l’altro ne ha ricevuti 10. Un terzo imputato, privo di prove sufficienti a suo carico, è stato assolto.
Secondo le stesse fonti, i due condannati avevano svolto operazioni di ricognizione su vasta scala, analizzando la rete di telefonia cellulare a Beirut e nella periferia meridionale, roccaforte di Hezbollah, con apparecchiature all’avanguardia. Avrebbero inoltre trasmesso a Israele circa 1500 foto dell’area sud della capitale libanese.
Bilancio delle vittime
Secondo il ministero della Salute di Gaza, citato da Al Jazeera, almeno 98 palestinesi sono stati uccisi a partire dal cessate il fuoco concordato a gennaio fra Israele e Hamas; tra il 19 gennaio e il 15 marzo, altre 27 persone sono rimaste ferite. Il conteggio complessivo dei caduti, dall’inizio delle operazioni israeliane il 7 ottobre 2023, sale a 48.529, con 111.955 feriti.
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Abbas in Libano per discutere del disarmo
Sul fronte diplomatico, il quotidiano libanese Al Akhbar, vicino a Hezbollah, riferisce che il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, è atteso a Beirut per incontrare i principali leader libanesi. Al centro dei colloqui con il primo ministro Nawaf Salam, il presidente Joseph Aoun e il presidente del parlamento Nabih Berri, ci sarebbe il sostegno dell’Anp a un piano di disarmo di vari gruppi armati presenti in Libano.
Il ritiro della candidatura di Boehler e le polemiche tra Usa e Israele
Nel frattempo, negli Stati Uniti, un alto funzionario citato dal Times of Israel ha rivelato che Adam Boehler ha deciso di ritirare la sua nomina a Inviato speciale del presidente per la questione degli ostaggi (Speha). La fonte precisa che Boehler continuerà a seguire il dossier riguardante gli americani detenuti in tutto il mondo, ma in un ruolo di livello inferiore che non necessita di conferma da parte del Senato.
Una scelta che arriva in un momento di forte irritazione per Israele, che ha criticato con veemenza i colloqui diretti – e senza precedenti – che l’inviato statunitense avrebbe tenuto con Hamas al fine di garantire la liberazione di Edan Alexander e il recupero dei corpi di quattro cittadini americano-israeliani uccisi e trattenuti nella Striscia di Gaza. Questi negoziati, coordinati con l’inviato speciale statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, non sarebbero stati comunicati in modo esteso alle autorità israeliane, suscitando proteste e disappunto.
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Pressioni internazionali e risvolti politici
Il ministro israeliano per gli Affari strategici, Ron Dermer, avrebbe esercitato pressioni su Washington per ridimensionare il ruolo di Boehler nel dossier riguardante Israele. La questione è stata oggetto di dibattito anche all’interno del partito repubblicano al Senato statunitense, che ha mostrato perplessità sulle trattative intraprese.
Boehler era stato nominato da Donald Trump come Speha a gennaio, ma la sua audizione di conferma non era ancora stata fissata. Nei giorni scorsi, il diplomatico avrebbe chiarito di voler ampliare il proprio mandato oltre gli impegni rigorosi del ruolo di inviato speciale, dal momento che quest’ultimo si concentra esclusivamente sugli ostaggi e sugli americani detenuti ingiustamente.
In una dichiarazione ufficiale, la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha confermato che Boehler rimarrà in carica come funzionario speciale del governo, sottolineando il suo contributo alla liberazione di Marc Fogel dalla Russia e l’impegno a riportare a casa tutti gli americani trattenuti in modo arbitrario.
Esplosione a Latakia, almeno 3 morti e 12 feriti in Siria
Intanto, tre persone sono rimaste uccise e 12 ferite in un’esplosione oggi nella città costiera siriana di Latakia. Lo hanno riferito i media statali citando le autorità locali. Non è ancora chiara la causa dell’episodio. «L’esplosione nel quartiere Al-Rimal della città di Latakia ha finora causato tre morti e 12 feriti», hanno affermato le autorità provinciali citando l’agenzia di stampa statale SANA, aggiungendo che «le squadre di protezione civile e i residenti stanno ancora cercando altri feriti e dispersi»