ilsole24ore.com, 15 marzo 2025
I produttori di vino a Bruxelles: escludere i liquori americani dai dazi Ue
Sta salendo rapidamente la tensione tra i produttori di vino e alcolici europei per gli imminenti dazi annunciati dal Presidente Usa, Donald Trump. Uno dei nodi è che l’annuncio del presidente Usa di dazi fino al 200% sull’import di vini e alcolici ha seguito l’annuncio da parte di Bruxelles della reintroduzione (era stata sospesa fino al 31 marzo) della tariffa del 25% sulle importazioni di Bourbon dagli Stati Uniti e, anzi, del suo raddoppio fino al 50%. Annuncio che aveva mandato su tutte le furie l’amministrazione americana.
Secondo fonti diplomatiche i colloqui sull’asse Bruxelles-Washington stanno cercando di portare almeno a una soglia simmetrica sui rispettivi scambi commerciali di vini e alcolici fissati al 50% ma anche questo tentativo non sta affatto rassicurando i produttori europei che puntano il dito sul pesante squilibrio negli scambi.
I dazi “ritorsivi” al 200% minacciati dal presidente Trump a vini e alcolici dell’Unione europea – ha commentato oggi l’Unione italiana vini, tra le principali organizzazioni di produttori italiani – rischiano di azzerare un valore complessivo delle esportazioni europee di vini e alcolici verso gli Usa che hanno un controvalore annuo di circa 8 miliardi di euro. Un valore molto lontano dalle analoghe esportazioni Usa verso i mercati comunitari che non vanno oltre 1,35 miliardi di euro.
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«Si tratta di una sproporzione tra le forze in campo – spiegano all’Osservatorio dell’ Unione italiana vini (Uiv) – visto che c’è un rapporto di 6 a 1. Tale squilibrio rischia mettere in ginocchio un comparto, il vino, che in Italia vale l’1,1% del Pil con un valore aggiunto che supera i 17 miliardi di euro e che rappresenta il 40% (1,93 miliardi di euro) del totale export Ue negli Stati Uniti».
Per questi motivi l’Unione italiana vini insieme all’italiana Federvini e alle altre organizzazioni di imprenditori europei del vino e degli alcolici riuniti nel Comité vin ha chiesto alla Commissione europea una urgente revisione delle liste dei prodotti soggetti a dazio, con la richiesta di rimozione delle bevande alcoliche americane (spiriti e vino). «Siamo preoccupati – si legge nella lettera del Comité Vin alla Commissione Ue – di vedere i vini statunitensi inclusi nell’elenco Ue di potenziali prodotti che potrebbero essere soggetti a future misure di ritorsione. Ancora una volta il vino, insieme ad altri prodotti agroalimentari, rischia di essere coinvolto in una controversia commerciale esterna al settore agroalimentare. Gli scambi commerciali tra Ue e Usa sono fondamentali per la sostenibilità del settore vinicolo su entrambe le sponde dell’Atlantico e dovrebbero essere preservati e sostenuti. Le tariffe di ritorsione creano incertezza economica e comportano licenziamenti, investimenti differiti e aumenti dei prezzi lungo l’intera filiera». In definitiva, saranno le aziende e i consumatori sia nell’Ue che negli Usa a sostenerne i costi.
«L’annuncio dei dazi al 200% – ha commentato il segretario generale dell’Unione italiana vini, Paolo Castelletti – sta determinando effetti negativi sul mercato, con disdette degli ordini di merci destinate oltreoceano che si vanno moltiplicando».