corriere.it, 15 marzo 2025
La famiglia veneta che vinse la Green card: «Il cibo italiano qui è già carissimo: una pizza costa 60 dollari a testa»
«Se i dazi faranno salire alle stelle il cibo italiano saremo costretti a rinunciare a qualche sapore di casa, scegliendo più prodotti locali, meno costosi». A parlare sono i «Magnagati in America», così si fanno chiamare sui social dove ormai sono popolarissimi, presentandosi come «quattro vicentini che hanno vinto la Green card e che ora vivono il sogno americano in Florida».
Sono Giancarlo Castellan di 45 anni, la moglie Aurora e i figli Mia e Ray di 10 e 8 anni, una famiglia originaria di Lonigo (Vicenza) che nel 2019 ha realizzato il «sogno americano» stabilendosi definitivamente a Naples, in Florida. Per 17 anni hanno infatti partecipato alla lotteria per la Green card e, a sorpresa, dopo tanti tentativi, sono stati sorteggiati. Lei farmacista, lui tecnico informatico, una volta negli Usa, nel giro di pochi giorni hanno trovato lavoro, tant’è che sono riusciti anche ad acquistare la loro attuale abitazione. Da tre anni vivono tra spiagge paradisiache e tramonti mozzafiato. Il vero picco di nostalgia verso il Bel Paese, lo provano, però, quando si mettono a tavola.
«In Florida i prodotti italiani nei negozi di nicchia si trovano – spiega Castellan – ovviamente non a buon mercato. Ad esempio la pasta, costa circa il doppio, ma difficilmente riusciamo a rinunciarvi. Credo, però, che sia uno dei pochi prodotti italiani che si salverà da eventuali dazi. La Barilla ha infatti stabilimenti in Usa, a New York; dunque, non vedremo aumenti importanti almeno per questo prodotto. Andrà peggio magari per il vino italiano che qualche volta ci concediamo». «Vorrà dire – fa sapere Giancarlo – che se i prezzi saliranno alle stelle berremo vino locale. Anche se non eccellente come quello italiano, non è comunque male». Eventuali dazi sui prodotti italiani potranno però influire in modo significativo sul conto al ristorante. «Andare a cena fuori è comunque piuttosto costoso – spiegano ancora Giancarlo e Aurora – mangiare una pizza italiana costa sui 60 dollari a testa, ma anche una buona steak house non è economica, a persona si possono spendere anche 100 dollari».
Sono diversi i prodotti italiani presenti tra gli scaffali dei supermercati degli Stati Uniti già accessibili a pochi, anche senza l’aumento legato ai dazi. Ad esempio, per tre barattoli di tonno si arrivano a pagare anche 10,99 dollari, per i cracker prodotti da una nota azienda italiana bisogna spendere circa sei dollari. Per la classica confezione di spaghetti da mezzo chilo i prezzi partono da 2,99 dollari a salire anche oltre i quattro dollari. Per gli altri formati il costo è di sei dollari per un pacco di fusilli. Servono invece otto dollari per comprare i biscotti di una famosa marca italiana.
Secondo però la famiglia vicentina che vive in Florida da ormai tre anni, chi ama il cibo italiano continuerà a comprarlo. «Secondo noi – spiega Castellan – i dazi non scoraggeranno gli americani che amano acquistare cibo italiano perché già adesso non è alla portata di tutti. Una famiglia che deve fare quadrare i conti sceglie ovviamente cibo locale, ad esempio noi in Florida frequentiamo le fattorie dove vendono prodotti a chilometro zero e a prezzi convenienti. Per il resto della spesa, invece, salvo appunto la pasta, acquistiamo in magazzini e discount dove ci sono spesso offerte molto buone per le famiglie».