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 2025  marzo 15 Sabato calendario

Garlasco, nuova perizia sull’impronta delle scarpe: il giallo del numero. Il Dna di Sempio: test su altre tracce mai analizzate

Il Dna di Andrea Sempio, già comparato dalla procura di Pavia con esito positivo con quello trovato sulle unghie di Chiara Poggi, sarà adesso messo a confronto anche con altri campioni isolati dai Ris nel 2007 durante i sopralluoghi nella villetta di via Pascoli. Quelle «ulteriori tracce di natura biologica rinvenute sulla scena del crimine», di cui parla la gip Daniela Garlaschelli nel provvedimento con cui ha ordinato il prelievo «coatto» del tampone sul 37enne.
Campioni (già analizzati e non) che i magistrati di Pavia, diretti da Fabio Napoleone, hanno recuperato in questi mesi con un lavoro certosino tra archivi, tribunali e Istituto di medicina legale. Trentadue faldoni trovati a Vigevano, più altri che ieri il procuratore aggiunto Stefano Civardi è andato personalmente a richiedere alla procura generale di Milano. Diversi reperti dell’epoca – come gli abiti indossati da Chiara Poggi il giorno del delitto – sono andati distrutti nel 2022 su ordine della procura di Pavia. Una circostanza che però non sarebbe una particolare anomalia, visto che il procedimento di Garlasco era ormai completato con una condanna definitiva nel 2015. I carabinieri della squadra Omicidi del Nucleo investigativo di Milano, guidati da Antonio Coppola e Fabio Rufino, potrebbero però contare anche su altri elementi. Come le «fasce adesive» delle impronte digitali che con le tecniche di oggi potrebbero consentire l’estrazione del Dna, oltre a una serie di tracce mai analizzate o attribuite. Una, biologica, riguarda il tappetino del bagno.
Come emerge dall’ordinanza di riapertura delle indagini nella nuova inchiesta, oltre al Dna di Sempio sarebbero emersi «degli elementi nuovi» rispetto alle indagini già svolte nel 2017 e nel 2020 durante altri tentativi di riapertura del caso. Tutto si chiuse con l’archiviazione del giudice su richiesta della stessa procura di Pavia. Un doppio vantaggio comunque prezioso per i legali di Sempio.

L’aggiunto Stefano Civardi e la pm Valentina De Stefano sono pronti a effettuare una consulenza tecnica sull’impronta di scarpa che nelle sentenze viene indicata come quella del killer. Per il perito dell’epoca si trattava di una Frau numero 42, elemento che insieme ad altri «plurimi e convergenti» ha portato alla condanna di Stasi che indossava «anche scarpe 42». I suoi legali, Antonio De Rensis e Giada Bocellari hanno depositato una consulenza che «smonterebbe» il risultato. L’impronta latente fotografata grazie al luminol sul pavimento di casa Poggi sarebbe identica anche in caso di scarpa di numero più grande o più piccolo. La tecnica usata al tempo del processo avrebbe portato a un risultato «falso positivo». Per questo i pm intendono verificare autonomamente anche questo dato.
Nei prossimi giorni i magistrati daranno il via alle analisi e al confronto del tampone biologico prelevato giovedì a Sempio. Si procederà con un «accertamento tecnico irripetibile» con la partecipazione dei consulenti della difesa. Gli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia hanno nominato il loro super esperto. Si tratta dell’ex comandante del Ris Luciano Garofano che si è già occupato da carabiniere – oltre che del caso Cogne, del delitto di Novi Ligure e della strage di Erba – proprio del delitto di Garlasco. Per l’ex generale il campione di Dna intorno alle unghie è «inidoneo» per un confronto «anche con nuove tecniche».