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 2025  marzo 15 Sabato calendario

Salvini-Macron, Parigi sente ambasciatrice italiana dopo le frasi del leader leghista sul presidente francese

L’ambasciatrice d’Italia a Parigi, Emanuela D’Alessandro, è stata sentita giovedì scorso al Quai d’Orsay, il ministero degli Esteri francese, dopo alcune recenti frasi di Matteo Salvini sul presidente Emmanuel Macron. Lo scrive Le Figaro nella sua rubrica di indiscrezioni, precisando che all’ambasciatrice è stato fatto notare come le parole di Salvini siano «in contraddizione con il Trattato del Quirinale». L’ambasciata conferma «un incontro al Quai d’Orsay», sottolineando però che non si è trattato di una convocazione. 

I motivi delle tensioni Salvini-Macron
Il media francese nel dar conto dell’incontro al Quai d’Orsay ha ricordato che «durante un viaggio a Milano, il numero 2 del governo italiano Matteo Salvini ha dichiarato: ’Zelensky chiede la pace, Trump lavora per la pace, Putin vuole la pace, mentre a Bruxelles e a Parigi c’è un matto’. Ed ha aggiunto che l’Italia non accetterà ’mai un esercito europeo comandato da quel matto di Macron che parla di guerra nucleare’». Parole quelle di Salvini arrivate dopo le dichiarazioni di Macron che, giorni fa, rivolgendosi alla nazione, aveva parlato di una nuova era in cui l’Europa deve pensare alla propria sicurezza, accusando la Russia di essere «diventata una minaccia per l’Europa». Nello stesso intervento, il presidente francese aveva invitato i partner europei ad «aprire un dibattito strategico» sulla dissuasione nucleare, offrendo l’ombrello atomico francese a protezione del continente. L’Eliseo, inoltre, è in prima fila nel progetto di una missione di peacekeeping in Ucraina, con truppe europee, che scongiuri violazioni russe dopo un accordo di cessate il fuoco.
Le parole di Salvini su Macron: «Un matto»
Matteo Salvini nei giorni scorsi aveva continuato ad attaccare Macron: con lui «saremmo già sull’orlo della guerra». Non solo. Nel tentativo di sminuirlo, il vicepremier leghista aveva aggiunto: «Non penso che un Macron qualunque possa fermare la pace» di cui discutono, invece, «Zelensky, Putin e Trump». Parlando a Bologna a due passi da piazza Maggiore, in uno dei 1000 gazebo allestiti dalla Lega in altrettante piazze italiane per la doppia pace (fiscale e in Ucraina), Salvini aveva confermato il suo ’bersaglio’ preferito in Europa. È il presidente francese, sponsor dell’invio di truppe europee a Kiev e dello «scudo nucleare», da sempre etichettato con nomi poco cortesi – «un matto» è l’ultimo della serie – e a cui il leghista non affiderebbe i soldi degli italiani.
«Macron offeso? Mi spiace»
Successivamente aveva insistito sul concetto: «Mi han detto che Macron si è offeso, mi spiace, però se uno parla ossessivamente di armi nucleari, di invio di armi, di invio di truppe, di invio di soldati, forse lo fa perché ha dei problemi interni in Francia, non perché gli interessi la pace». Le parole di Salvini in relazione alla reazione della Francia dopo che lo stesso Salvini ha definito Macron un «matto». «Io non sento abitualmente Trump come lo sente il presidente del Consiglio, ma ritengo che sia grazie a lui che stiamo parlando di pace e quindi chi ritiene Trump un pericolo, un criminale, un fascista, un arrogante, sbaglia – aveva aggiunto -, bisogna essere tranquilli e pacati. Io penso che la Lega stia portando un contributo all’azione del governo, magari facendo o dicendo quello che altri pensano ma non sempre possono dire».