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 2025  febbraio 20 Giovedì calendario

La Russa: “Credo all’innocenza di mio figlio e mi affido ai magistrati. Pazzali si è già scusato”.

In Tribunale per opporsi all’archiviazione delle accuse di diffamazione rivolte a Report, il presidente del Senato: «Non sapevo nulla dell’agenzia di spionaggio»
«Non ho mai fatto dichiarazioni sul caso giudiziario che ha coinvolto mio figlio, ma nessuno mi può vietare di credere interamente alla sua innocenza. Non ho niente da dire, mi affido ai magistrati». Sono le parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, al settimo piano del palazzo di giustizia, per opporsi all’archiviazione della accusa di diffamazione che muove contro Report per le due puntate dell’8 ottobre e del 12 novembre. «Per difendere – sostiene – l’onorabilità della mia famiglia e di mio padre, offesi sulla base di documenti e testimonianze la cui veridicità appare dubbia».
A margine, La Russa si è fermato a rispondere alle domande dei cronisti sul caso del figlio Leonardo Apache accusato di violenza sessuale da una ragazza di 23 anni e anche sui contatti telefonici con Enrico Pazzali, presidente della Fondazione Fiera ma anche dell’agenzia di spionaggio Equalize. A parlarne ai magistrati è l’hacker Samuele Calamucci in un verbale segretato e anticipato da alcuni quotidiani nei giorni scorsi. La chiamata secondo quanto emerso sarebbe in realtà successiva alla discovery della notizia sui giornali.
«Mi riporto al Fatto Quotidiano di oggi – sottolinea La Russa – che ha registrato correttamente che la notizia data il primo giorno era inesatta. Sono sicuro di non averne mai parlato con Pazzali, ma due volte al mese lo sentivo quindi tutto è possibile. Quello che posso certificare è che non ho mai saputo non solo che esistesse quella società di spionaggio di cui era proprietario, coproprietario… ma men che meno che lui ne facesse parte. Non avrei mai potuto saperlo e questo me lo ha confermato indirettamente lui dopo la notizia, mandandomi le scuse per via indiretta, attraverso terze persone, perché non ho mai saputo, ed evidentemente me lo nascondeva, che lui avesse un’agenzia di spionaggio neanche legittima».
Rispetto invece alla chiamata successiva di cui parla Calamucci, un dirigente dei Servizi che avrebbe chiesto a Pazzali la disposizione logistica dei locali in casa di La Russa, il fondatore di Fratelli d’Italia si è limitato a dire: «Stento a crederci… Una cosa è sicura: non era uno che conoscevo altrimenti avrebbe chiesto a me la planimetria di casa mia».