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 2025  febbraio 19 Mercoledì calendario

Nessuna foto del papa degente

Da cinque giorni non ci sono immagini del Papa. Elemento che fa riflettere. Nessuna fotografia che lo mostra a letto, magari con la flebo attaccata come accade a qualsiasi paziente considerato serio, oppure seduto sulla sedia a rotelle mentre sbircia fuori dalla finestra del Gemelli o accanto a qualche infermiere, come era accaduto in precedenza durante il suo primo ricovero, ormai cinque anni fa. Stavolta la degenza è totalmente oscurata per volere di Bergoglio ed è destinata a restare tale almeno fino a quando non ci saranno schiarite sull’andamento delle cure in essere. In Vaticano spiegano che dietro questa scelta vi sia la (comprensibile) ritrosia personale di Bergoglio deciso a non esibirsi così fragile al mondo, come può essere il corpo malconcio di un anziano ottuagenario su un letto di ospedale. Si dice che domenica il Papa potrebbe collegarsi per la recita dell’Angelus, tuttavia al momento è solo una remota ipotesi. La faccenda si è fatta terribilmente seria, a sentire i medici.Eppure da quella stanza al decimo piano del policlinico si misura come non mai la tenacia e la caparbietà di questo paziente, attaccato alla vita e fiducioso. Si affida alle mani di Dio e ai primari. E anche ieri nonostante l’inconsueta assenza di immagini per questo pontificato fin troppo mediatico il governo “ospedaliero” di Francesco sulla Chiesa è andato avanti sebbene limitato dalle contingenze con lo spirito guerriero di sempre. La missione ad vitam del Papa deve continuare e così gli effetti della sua spiccata attitudine al comando, al sacrificio personale e alla responsabilità. Tutto questo da quella stanza dove i segretari che sono tra le pochissime persone ammesse ad oltrepassare la soglia ormai inviolabile fanno la spola tra il Vaticano e il decimo piano del Gemelli portando con sé qualche carta. Alternandosi nelle ore consentite per informarlo brevemente delle questioni più importanti, forse disposizioni non procrastinabili.Ovviamente in quelle condizioni il modo di lavorare negli spazi di tempo consentiti non può essere quello di prima. La nuova situazione emergenziale si è adeguata alle prescrizioni dei primari che continuano a rimarcare: «È necessario il riposo assoluto». Il che significa leggere testi, disporre decisioni, ma restando a letto, con la cura antibiotica in vena per debellare le diverse infezioni alle vie aeree. Il suo punto debole da sempre. Va da sé che il Papa non può assolutamente vivere momenti stressanti o eccessivamente impegnativi, né vedere persone per via della circolazione di virus e batteri. Francesco si è limitato a qualche mail, a prendere visione di alcune lettere rilevanti. Giusto il tempo di affidare ai collaboratori ordini da dirottare poi alla struttura vaticana. La catena di comando “ospedaliera” in questo modo sta consentendo al pontefice di mantenere il controllo sulla macchina burocratica curiale.Ha disposto, per esempio, che domenica mattina sia monsignor Rino Fisichella ad ordinare i nuovi diaconi e a celebrare la messa del Giubileo a San Pietro; ha provveduto a cancellare l’udienza prevista per sabato, riservata alla curia; ha autorizzato la diffusione di un messaggio alla Facoltà teologica del Triveneto, infine ha mandato uno dei suoi cardinali di massima fiducia, il gesuita Michael Czerny, in Libano dove è atteso per questo fine settimana a visionare le strutture caritative e per una visita ai campi profughi libanesi sui quali grava da anni la perdurante emergenza siriana. Naturalmente Czerny dovrà raccogliere informazioni anche sulla guerra in corso con Israele e sul ruolo di Hezbollah a margine delle riunioni fissate dal patriarca Rai ed alcune autorità religiose locali.Tuttavia è chiaro che ormai si naviga a vista. Francesco ieri ha anche sostituito un chiacchierato vescovo canadese provvedendo a nominare il sostituto. Il vescovo rimosso era accusato da una vittima di molestie sessuali per fatti ormai prescritti dalla legge. Si riferivano a cinquant’anni prima quando la ragazzina era appena dodicenne. «Palpeggiamenti e masturbazione», riferivano i report, benché l’accusato abbia sempre negato ogni addebito. Ma non appena il vescovo ha presentato la domanda per andare pensione, Bergoglio lo ha mandato a casa senza attendere un giorno di più.Se lo staff medico non fa mistero di un aggravamento pieno di incognite, la struttura vaticana ostenta calma olimpica. Qualcuno ieri però ricordava che qualsiasi Papa sta bene fintanto che non è morto.