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 2024  dicembre 22 Domenica calendario

Per i giornali «il mistero di Stonehenge è risolto»

Le pietre di Stonehenge erano un simbolo politico, non soltanto religioso: un modo per rappresentare l’unione fra gli antichi popoli di Inghilterra, Galles e Scozia, una Gran Bretagna ante litteram. Lo afferma una ricerca di studiosi della University College London (Ucl) e dell’università di Aberystwyth, pubblicata sulla prestigiosa rivista accademica Archeology International e anticipata dalla stampa di Londra. Mentre la Brexit continua a minacciare la disgregazione del Regno Unito, con Scozia e Irlanda del Nord che premono per l’indipendenza, la scoperta sul mistero di Stonehenge sembrerà ai difensori dell’unità nazionale la dimostrazione di sentimenti unitari fin da cinquemila anni or sono. E la notizia arriva proprio nel giorno del solstizio d’inverno, quando come ogni anno migliaia di visitatori si radunano attorno a questa struttura diventata nel 1986 patrimonio dell’umanità per l’Unesco.Gli scienziati hanno reso noto che le famose pietre del neolitico, disposte a circolo nella campagna della contea inglese del Wiltshire, provenivano da tre delle regioni in cui è suddiviso l’odierno Regno Unito (la quarta è l’Irlanda del Nord). «Trasportare queste pesanti rocce in un luogo così distante, un’impresa straordinaria per quell’epoca, doveva essere un tentativo di stabilire un’unificazione politica e un’identità condivisa attraverso gran parte o addirittura la totalità della Britannia dell’antichità», affermano gli autori dello studio. «Quelle pietre erano una monumentale espressione di unità fra popoli, terre, tradizioni e firmamenti». Dopo cinquemila anni, commentano il Guardian, il Daily Mail e altri giornali, «il mistero di Stonehenge è risolto».L’analisi delle pietre è stato il fattore decisivo dell’indagine, osserva il professor Mike Parker Pearson della facoltà di archeologia della Ucl: «Il fatto che tutte le pietre hanno origine in regioni fra loro lontane, rendendole uniche fra i circa 900 circoli di rocce di questo genere esistenti in Gran Bretagna, suggerisce che Stonehenge possa avere avuto uno scopo politico oltre che religioso. Era un monumento all’unificazione tra le antiche popolazioni britanniche, celebrando i loro eterni legami con i propri antenati e con il cosmo». Sebbene Inghilterra, Galles e Scozia non esistessero come concetto, quando intorno al 3 mila avanti Cristo fu costruita Stonehenge, la scoperta viene considerata una prova che la struttura simboleggiava tutte e tre le regioni. Uno sforzo incredibile, perché quelle tribù riuscirono a trasportare pietre alte sette metri, con un peso di venti tonnellate l’una, per centinaia di chilometri.Analizzando sia le rocce più grandi, sia un’ottantina di macigni più piccoli, la ricerca degli archeologi dell’università inglese e di quella gallese è riuscita a stabilire con una precisione del 95 per cento la loro esatta provenienza geografica, permettendo di presentare i risultati dell’indagine come una possibile soluzione del mistero. Finora Stonehenge (alla lettera significa “pietra sospesa”) era considerato un luogo di culto, dove venivano sepolti i morti e si svolgevano cerimonie religiose, in particolare in occasione del solstizio e dell’equinozio: le due occasioni in cui tuttora grandi folle di curiosi, turisti e seguaci del celtismo e di altri culti neopagani si radunano intorno al circolo di pietre, come è avvenuto anche ieri, 21 dicembre, solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno. Esisteva pure l’ipotesi che i colossali megaliti, sormontati da architravi orizzontali, fossero un primordiale osservatorio astronomico.Situato a 13 chilometri dalla città di Salisbury, nel sud-ovest dell’Inghilterra, per tutte queste ragioni Stonehenge è da tempo una meta di pellegrinaggi di massa. Sono in corso animate discussioni sull’opportunità di costruire un tunnel di due chilometri in prossimità del monumento: enti pubblici come l’English Heritage e il National Trust si battono per allontanare il percorso dell’autostrada che gli passa di fianco, lungo la quale si formano enormi ingorghi perché le automobili rallentano per poter ammirare e fotografare le antiche pietre. Ora sappiamo perché gli antenati dei britannici contemporanei le portarono fino a lì.