Corriere della Sera, 22 dicembre 2024
Intervista all’avvocato Bongiorno dopo la sentenza
Roma – Senatrice Bongiorno, ha vinto Matteo Salvini e hanno perso i migranti?
«Non è una sentenza contro i migranti. La linea di Salvini è quella del rigore e del rispetto delle regole. Sotto il suo ministero si erano ridotti sbarchi e morti in mare».
Ma le Ong lamentano che è uno stop ai salvataggi.
«Ma no, la sentenza si riferirà a questo caso. Non vedo perché creare allarmismi. Aspettiamo la motivazione. Ma, a prescindere da questo caso, salvare è un dovere fare accordi con scafisti reato».
Pensa che ci siano stati?
«Sarà la motivazione a dirlo. Di certo emergevano anomalie in una conversazione via radio e in un’informativa, che però mancavano nel fascicolo di indagini».
Quali anomalie?
«Cambi repentini di rotta e velocità di Open facevano pensare a un incontro non casuale con un barcone. Inoltre, la conversazione captata forniva caratteristiche della barca ben prima dell’avvistamento».
Pensa che l’accusa abbia nascosto atti?
«Salvini ha denunciato, ma c’è stata archiviazione. Ne prendo atto. Poi quegli elementi sono arrivati in dibattimento».
È una sentenza politica? Un regalo di Natale?
«Una sentenza giusta non è un regalo. Alle repliche in aula mi è venuta in mente la nuova illuminazione del Duomo di Monreale, che ora fa apprezzare tutte le tessere dei mosaici senza oscurare una visione di insieme. Le accuse si concentravano solo su alcuni dettagli oscurandone altri. Invece credo che la sentenza sia riuscita a cogliere tutti i dettagli e, al tempo stesso, il quadro generale».
Quale illuminazione pensa di aver dato?
«C’erano fatti totalmente in ombra li abbiamo resi visibili»
A quali si riferisce?
«Fin da subito c’erano numerose soluzioni per fare sbarcare i migranti. Erano stati presi a bordo l’1, il 2 e il 10 agosto. Sin dal 2 la nave sarebbe potuta tornare allo Stato di bandiera, la Spagna. Invece è rimasta».
A «bighellonare», come ha detto lei nell’arringa?
«Non l’ho detto io, l’ha detto Malta. Quella parola, che mi ha creato attacchi e minacce, è nei messaggi che Malta invia a Open Arms chiedendo: perché non torna in Spagna? Domanda che a tutt’oggi è l’inizio di un giallo».
Che giallo?
«Perché anche dopo l’arrivo a Lampedusa, quando le condizioni meteo erano migliorate, e dopo aver fatto rifornimenti non torna al porto di bandiera? Perché non obbedisce all’ordine della Spagna di tornare al porto di bandiera? Perché non accettare il trasbordo parziale dei migranti in navi spagnole e italiane? Tra le ragioni che si opponevano c’era una presunta necessità di obbedire “all’Italia”, ma l’Italia continuava a invitarli a tornare in Spagna».
Non c’era il sequestro?
«No, è scattato due giorni dopo. La Guardia costiera si è prodigata per aiutarli, e per sbarcare bastava esprimere anche un semplice stato di stress o disagio. Perché con tutte queste opzioni sono restati a bordo?».
Cosa intende dire?
«Agli atti c’è un video in cui i migranti esultano perché stanno per sbarcare e l’armatore dice che sono felici non perché stanno sbarcando ma perché è caduto Salvini».
A bordo sono stati a lungo.
«Con il ministro Lamorgese il tempo d’attesa a bordo a volte è stato più del doppio».
Ma il «fatto non sussiste» è una vera assoluzione?
«La più ampia, la stessa formula adottata per il caso Gregoretti. Si chiude un cerchio».
Quale cerchio?
«Quello aperto con le chat di Palamara in cui un collega gli scriveva “Non vedo dove Salvini sbagli” e lui rispondeva “hai ragione ma ora bisogna attaccarlo”. Frase che mi fa tremare».
Ma Salvini è stato assolto.
«È sbagliato ragionare così perché comunque ha subito due processi».
Non ha ragione l’Anm a dire che quindi non serve la separazione delle carriere?
«La separazione delle carriere è importante per l’effettiva parità tra accusa e difesa, ma la parte che reputo decisiva della riforma è quella del Csm contro la degenerazione correntizia».
Non vede il rischio che dopo la separazione il pm finisca sotto l’esecutivo?
«Mai pm sotto l’esecutivo e mai eliminare l’obbligatorietà dell’azione penale».
Le manifestazioni della Lega a Palermo non sono state una pressione politica indebita sui giudici?
«Salvini è stato presente alle udienze dimostrando rispetto istituzionale. La manifestazione della Lega è stata lontana dall’aula bunker. Solo di solidarietà a Salvini».
Salvini appariva sicuro a tratti arrogante. Con lei?
«Forte, non ha mai perso la calma. L’unica preoccupazione era preparare a una eventuale condanna le persone più care, soprattutto la figlia più piccola. Poi...».
Poi?
«Era teso durante la lettura del dispositivo poi mi ha guardato e quando gli ho fatto cenno di assenso mi ha abbracciato e lì finalmente si è un po’ sciolto».
Tornerà al Viminale?
«Non me ne ha parlato, ma stima molto Piantedosi».
Nell’aula bunker aveva difeso Andreotti. È stato diverso?
«Da giovane esultavo saltando, stavolta ho sentito il cuore che saltava».