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 2023  marzo 11 Sabato calendario

Meloni e patto con Netanyahu


ROMA Venti minuti da soli, poi il pranzo con le rispettive delegazioni. Grande feeling personale. Lui dice di essere rimasto colpito «dalla sua leadership e visione, e da come sta portando avanti il suo lavoro». Lei premette che lo conosce e lo stima da tanto tempo, e che «Israele è un partner fondamentale in Medio Oriente e a livello globale».
Fra Meloni e Netanyahu le polemiche che hanno accompagnato la visita in Italia del primo ministro israeliano non fanno capolino. Non c’è un accenno davanti ai loro staff. Se ne discutono, i due leader, lo fanno in privato.
A Palazzo Chigi, davanti ai cronisti, si discute di altro: di un vertice intergovernativo entro pochi mesi in Israele, delle sinergie industriali che le aziende dei due Stati possono sviluppare, del know-how israeliano nel darci una mano contro la siccità, del gas che può arrivare sino alle coste italiane e della Ue, ammesso che si facciano i rigassificatori. Ovviamente non può non discutersi della situazione della Cisgiordania, del conflitto permanente con i palestinesi, e qui la presidente del Consiglio assicura che il governo italiano «è pronto a favorire ogni processo politico nei rapporti tra Israele e Palestina e a fare tutto quello che possiamo per facilitare la ripresa di accordi e per la de-escalation».
Con l’Italia «abbiamo un’amicizia che è di lunga durata e crescente, e credo che stia per assumere una dimensione ancora maggiore. C’è spazio per una enorme collaborazione e un miglioramento», dichiara Netanyahu alla fine del pranzo.
Declinate in concreto alcune sinergie fra le due economie vengono discusse già di mattina nel corso del forum con le aziende italiane, presente anche il ministro dell’Industria e del Made in Italy Adolfo Urso. Quando si parla di siccità si discute con le imprese israeliane che hanno il miglior know-how al mondo nel settore della desalinizzazione e dell’agricoltura di precisione con il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Quando si parla di cooperazione scientifica si discute di salute digitale, sicurezza informatica, ed è lo stesso premier israeliano a ricordare che il suo Paese, nel grado di innovazione digitale, è nel mondo secondo solo agli Stati Uniti. «Vogliamo accrescere il livello della nostra cooperazione nei settori più innovativi, temi come intelligenza artificiale ma anche tecnologia applicata all’agricoltura, penso alla crisi idrica», è la sintesi di Meloni.
Con l’Italia «vogliamo fare un passo oltre, organizzando tra qualche mese un incontro tra i due governi che affronterà una decina di argomenti per la cooperazione reciproca, a beneficio di Israele, Italia e a beneficio dell’Europa», è la risposta di Netanyahu, che vuole anche «accelerare le esportazioni di gas verso l’Europa attraverso l’Italia. Ora c’è la partecipazione dell’Eni nel nostro progetto, ma riteniamo di poterle portare ad un livello ancora superiore».
Non si fa accenno ad una delle richieste che il premier israeliano potrebbe aver avanzato in privato: riconoscere Gerusalemme come capitale. La risposta italiana in ogni caso è ancorata alla posizione dell’Unione europea, senza fughe in avanti.