il Fatto Quotidiano, 13 agosto 2022
L’ex cancelliere Schröder fa causa al Bundestag
Gerhard Schröder ha fatto causa al Bundestag, rivuole i benefici da ex cancelliere che gli sono stati tolti a maggio. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, da più fronti, all’ex cancelliere è stato chiesto un taglio netto nei rapporti con il presidente Vladimir Putin e un’ammissione di responsabilità sull’attuale dipendenza energetica tedesca dal gas russo. “Nessun mea culpa, non fa per me”, rispose Schröder prima di recarsi al Cremlino. Il socialdemocratico fu eletto cancelliere nel 1998 e nel 2005, subito dopo aver lasciato l’incarico, divenne un lobbista del gas. Ha ottenuto importanti incarichi (primo stipendio un milione di euro) per le aziende energetiche russe e coltivato l’amicizia personale con Putin. Lo scorso maggio Bruxelles ha deciso di includere Schröder nel pacchetto di sanzioni contro la Russia. Solo due giorni dopo, la commissione finanze del parlamento tedesco gli ha tolto gli uffici che aveva a disposizione come ex capo del governo: sette stanze e sei impiegati. “Logico” aveva commentato Olaf Scholz. Schröder ha mantenuto gli oltre 8 mila euro di pensione e la scorta. Sull’onda delle sanzioni, oltre dieci sezioni locali dei socialdemocratici hanno chiesto che gli fosse anche revocata la tessera di partito. Lunedì scorso l’organo competente interno alla Spd ha cancellato ogni provvedimento: “Non è colpevole di aver violato alcuna regola del partito”. Incassata la vittoria interna ai socialdemocratici Schröder ha deciso di rilanciare e presentare denuncia contro il Parlamento.