Il Messaggero, 13 agosto 2022
Stromboli travolta dal fango
«La verità è che l’uomo ha fatto più danni del vulcano», dice amareggiato Riccardo Gullo. Quello del sindaco di Lipari è un atto di accusa. Non ha dubbi: «Il disastro avvenuto a Stromboli, è collegato all’incendio di tre mesi fa quando è stata girata una fiction».
Ieri mattina l’isola dell’arcipelago messinese delle Eolie è stata travolta da un’ondata di fango, massi e detriti. Colpa della pioggia torrenziale, ma, secondo il primo cittadino, anche conseguenza delle fiamme divampate lo scorso maggio, mentre sull’isola stavano girando una serie tv per la Rai. Protezione civile, si intitola. Un nome beffardo alla luce di quanto è accaduto. Qualcuno ha accesso un piccolo fuoco. La fiction è diventata un incubo reale. Le fiamme, alimentate dal vento di scirocco, hanno divorato la montagna, investendo la frazione di Piscità, per poi scendere verso il centro abitato. Ed è a quei giorni che la mente riporta mentre sull’isola si lavora per sgombrare strade e case dalla massa melmosa venuta giù dalla sommità del vulcano.
GLI AIUTI
Vigili del fuoco, uomini della Protezione civile siciliana, operai forestali e squadre di volontari sono arrivati da Messina per dare manforte a residenti e turisti che hanno iniziato a lavorare anche a mani nude per liberare le case, i negozi e le viuzze. Alcune strade non esistono più, cancellate dagli smottamenti. Le pietre laviche impediscono l’accesso nelle abitazioni. Persino i bambini danno una mano con le palette e i secchielli che di solito usano per giocare in riva al mare. La prua di una piccola barca lambisce il terrazzo di una casa bianca. Di alcuni scooter si intravede appena il manubrio. Il resto è sommerso. Per fortuna non ci sono state vittime. C’è un ferito, ma non è grave. Si è tagliato il braccio rompendo il vetro di un infisso per scappare da casa prima di essere travolto dall’ondata di fango nera.
«Chi vive in una zona di montagna o come nel nostro caso in un cono vulcanico racconta il sindaco Gullo sa bene che l’incendio di maggio ha reso nuda la montagna. Il fango e i massi non hanno trovato ostacoli nella loro discesa a valle». Prossime mosse: «Ripulire al più presto. Siamo in piena stagione turistica. Di sicuro la magistratura che sta indagando dovrà tenere conto di tutto». Il riferimento è all’inchiesta aperta dalla procura di Barcellona Pozzo di Gotto per l’incendio sul set della serie tv che ha per protagonista Ambra Angiolini.
Il fascicolo si ingrosserà con la cronaca di ieri. La cronaca di «un disastro annunciato», come lo definisce Rosa Oliva, presidente della Pro Loco Amo Stromboli: «Un evento che avevamo previsto e per il quale mesi fa (il 31 maggio ndr) avevamo chiesto l’intervento delle autorità preposte». «Dove sono i risarcimenti di chi ha creato questo disastro? Davvero la Rai può pensare di lavarsene le mani, andare avanti con le riprese come se nulla fosse e abbandonare Stromboli senza muovere un dito?», scrive su Facebook il deputato di Italia viva Michele Anzaldi. Bisognava ripulire i residui dell’incendio e mettere in sicurezza i tratti della montagna ormai priva di vegetazione. Non è stato fatto e ora si scruta il cielo con paura. Nelle prossime ore è previsto un peggioramento.
I DANNI
È una grossa fetta del Sud Italia che deve fare la conta dei danni in questa estate trascorsa sulle montagne russe metereologiche. Le situazioni più difficili in Calabria. Una bomba d’acqua si è abbattuta su tutta l’area tirrenica del Reggino. Palmi e Scilla sono state interessate da una alluvione lampo. La furia del mare e il nubifragio hanno travolto gli stabilimenti balneari. Le strade sono diventate fiumi con le auto in balìa della corrente. Temporali e grandine in Sardegna. Coltivazioni e serre devastate. Centinaia le telefonate giunte ai numeri di emergenza. Le previsioni dicono che sarà un fine settimana di tempo incerto nel Centro Sud fino a domani. Dopo Ferragosto i meteorologi prevedono una nuova ondata di caldo.