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 2022  agosto 13 Sabato calendario

Berlusconi spiega che se passa il presidenzialismo Mattarella deve dimettersi. Polemiche

roma Se entrasse in vigore il presidenzialismo Mattarella dovrebbe dimettersi? «Penso che sarebbero necessarie le dimissioni per andare all’elezione diretta di un presidente che, guarda caso, potrebbe essere ancora lui. Io? Mah, il futuro è ancora nelle braccia degli dei». Non sono ancora le 8.30 quando Silvio Berlusconi, su Radio Capital, dà la scossa alla giornata di campagna elettorale. Scatenando polemiche e attacchi incrociati. Il primo è di Enrico Letta: «Questa destra vuole sfasciare il sistema. Dopo Draghi vogliono far cadere anche il Presidente», dice. Convinto che si tratti di «un preavviso di sfratto a Mattarella e di «un’autocandidatura» di Berlusconi al Quirinale.
È l’inizio di un’ondata di piena di critiche e sospetti che non si ferma di fronte alla precisazione del Cavaliere: «In malafede chi parla di attacco a Mattarella. Ho solo detto un’ovvietà». Alla difesa dei suoi: «È stato equivocato». E all’appello del presidente della Camera, Roberto Fico, a «non trascinare le istituzioni nella campagna elettorale. Il presidente ha un mandato di 7 anni. Qualcuno se ne dovrebbe fare una ragione».
L’ex premier Cinquestelle, Giuseppe Conte, picchia duro: «Il centrodestra cala la maschera. Ammette che la riforma presidenzialistica prefigura l’accordo spartitorio: Meloni premier, Berlusconi al Quirinale e Salvini al Viminale». E il ministro ex M5S Luigi Di Maio concorda: «A loro non sta bene Mattarella presidente». Per il dem Emanuele Fiano «la destra prepara l’assalto al potere assoluto». «L’obiettivo è chiaro ed eversivo: mettere un uomo solo al comando», aggiunge il ministro Roberto Speranza.
«Berlusconi non è più in sé», twitta il neoleader del terzo polo Carlo Calenda. Mentre le alleate ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, invocano di lasciar fuori il «caposaldo del rispetto delle regole democratiche e il principale presidio della credibilità italiana». Maria Elena Boschi (Iv) definisce «surreali» le parole di Berlusconi. E Pier Ferdinando Casini chiede alla «destra» di smentirle perché «fuori dal mondo».
Glissano gli alleati. Dalla Lega si parla di «strumentalizzazioni». Ma Roberto Calderoli sottolinea che dopo il taglio dei Parlamentari «non si è tolto via mezzo Parlamento».
Giorgia Meloni rimarca che il presidenzialismo è una «riforma seria». Mentre da Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, pur precisando di non criticare il Cavaliere, fa notare che «l’idea di una presidenza con il cartellino di scadenza non è la più adatta».
A difesa di Berlusconi viene usato il parere del costituzionalista Michele Ainis, che rivendica l’«ovvietà» detta da Berlusconi: «L’ho scritto. Se si passa a un sistema presidenziale o il Presidente deve andar via, perché la legge stabilisce l’immediata decadenza, oppure – ipotesi più auspicabile – la riforma dovrebbe entrare in vigore nella legislatura successiva. Ma non so se Mattarella accetterebbe l’interregno».
Ne approfitta il forzista Giorgio Mulè per replicare alla sinistra: «Chieda scusa e torni a studiare».
Non basta. Osvaldo Napoli, ex fi ora con Calenda mette in guardia: «Il centrodestra vuole l’Italia ridotta come l’Ungheria».
Allora Berlusconi precisa: «Come si possa scambiare la spiegazione di come potrebbe funzionare la riforma per un “attacco a Mattarella” rimane un mistero. O forse si può spiegare con la malafede. Si vuole una campagna elettorale fondata sulla falsificazione, sulla demonizzazione dell’avversario».
Ma Letta insiste. «La precisazione è una conferma di quello che Berlusconi ha detto. Ovvero: «Mattarella te ne devi andare».