Corriere della Sera, 31 luglio 2022
Toninelli è felice di sparire
Aldo Grasso
Che requiem! La decisione di Beppe Grillo di ribadire il limite dei due mandati è epocale, potrebbe anche segnare la fine del M5S. Di fronte all’irrisolutezza di Giuseppe Conte, forse per regolare i conti con i «traditori» (Crimi, Lombardi, Taverna, Fico…), più probabilmente stomacato dallo show che lui stesso ha messo in piedi, Grillo ha falcidiato il cerchio magico del M5S, fingendo di consolarli: «Non lascerò nessuno a spasso, fidatevi di me».
In realtà, nessuno più si fida di nessuno. Salvo l’immarcescibile Danilo Toninelli. È l’unico felice del diktat di Grillo, anche se gli costerà il Senato: «La politica di professione ha un unico fine: garantirsi un eterno posto in Parlamento». Accusa i compagni di strada di voltagabbanismo (dovranno pur cercarsi un lavoro!) ed è sempre più concentrato a inanellare gaffe. Per dire, non sa ancora far di conto: «Su Rousseau, il 48% ha votato contro la fiducia a Draghi e il 58% a favore».
Mentre i big del partito faranno valere le amicizie coltivate negli anni, mentre i peones si disperano in attesa di Santoro, Toninelli frequenta garrulo i social con una rubrica di controinformazione. Lo scorso anno ha scritto un libro, «Non mollare mai», agiografia epica dell’uomo qualsiasi.
Perché è felice? Perché, nella qualsiasità, la qualsiasità non ha nulla da perdere.