la Repubblica, 23 gennaio 2022
Andrea, il Principe della Vergogna
Andrew Albert Christian Edward, figlio di Elisabetta II di Inghilterra, duca di York e nono in linea di successione al trono britannico, è il principe condannato all’oblio, spogliato del titolo di Sua Altezza, perché protagonista di una favola nera consumatasi tra le due sponde dell’Oceano Atlantico. Tra Londra e New York. Da cui dipenderà, per certi versi, anche il destino della monarchia britannica. Certamente, la memoria che il mondo conserverà dei Windsor. Di qui a qualche mese, di fronte al giudice americano Lewis Kaplan del Southern District di New York, il principe Andrea sarà chiamato a rispondere nella causa intentata nei suoi confronti per triplice violenza sessuale dalla donna di cui abusò quando era poco più di una ragazzina. Da Virginia Giuffre, nata Roberts in California nel 1983, e diventata schiava sessuale dell’orco Jeffrey Epstein, miliardario americano amico di Andrea, che il 10 agosto del 2019 si è tolto la vita per non assistere al processo che lo vedeva imputato per gli abusi e lo sfruttamento sessuale di centinaia di adolescenti, ridotte a merce per il suo godimento, quello della sua compagna Ghislaine Maxwell e di centinaia di amici vip. Con i nostri corrispondenti da Londra e New York abbiamo riannodato i fili di questa storia, ne abbiamo esplorato le radici e gli esiti. In attesa che tutto si compia. Un processo per violenza sessuale di fronte agli occhi del mondo o un risarcimento che eviti il giudizio per il quale 10 milioni di dollari (quelli che il principe non aveva voluto sin qui pagare a titolo di patteggiamento) ora non bastano più. E che, a quanto pare, la vittima non è ora più disposta ad accettare perché in cerca di un processo che, insieme all’accertamento della verità, celebri il contrappasso di una potente monarchia che ha creduto di poter soffocare nell’intimidazione e nella paura la vita a perdere di una giovane sbandata americana. Una monarchia – ne scrive Enrico Franceschini – che rischia di vedere il “Giubileo di Platino” di questo 2022, settantesimo anno di regno di Elisabetta II, trasformarsi in un Giubileo di Fango.
Ghislaine e la saga dei Maxwell
«Mamma, esisto anche io!». Nel 1965, a Oxford, Ghislaine Maxwell, storica amica del Principe Andrea, ex compagna di Jeffrey Epstein e appena giudicata a New York complice delle empietà pedofile del miliardario, ha soli tre anni. Ma già soffre di anoressia. Nata nella francese Maisons- Laffitte come quasi tutti i suoi fratelli, Ghislaine è l’ultima di nove figli (avuti in 16 anni) della francese Elizabeth “Betty” Maynard e di suo marito Robert Maxwell, moloch dell’editoria britannica e proprietario del tabloid Daily Mirror. Ghislaine è una bambina che pretende l’attenzione dei genitori. Che, al contrario, la ignorano. La ragione è in due tragedie familiari. Una delle loro figlie, Karine, muore a tre anni di leucemia. Mentre, nel 1961, un altro fratello, il quindicenne Michael, non sopravvive a un gravissimo incidente stradale che lo terrà in coma per sette anni. Un amico d’infanzia di uno dei figli di Maxwell racconta che, dopo quell’incidente, a quei bambini fu fatto divieto «di uscire con chiunque». Betty Maxwell, la madre di Ghislaine, è di una famiglia ugonotta cui i cattolici «hanno ucciso ben 300 componenti» nei decenni. Muore nel 2013, a 92 anni. Non prima però di aver raccontato nelle sue memorie – “A Mind of My Own: My Life with Robert Maxwell” – uscite nel 1994 l’infanzia di Ghislaine e l’inquietante saga dei potentissimi Maxwell. A cominciare dal marito e capostipite Robert. Lo descrive «scorbutico, crudele, autoritario, dittatoriale, incredibilmente egoista, despota».
In nome del padre
Per dragare il fondo melmoso della vicenda che ha inghiottito il principe Andrea, è utile partire proprio da Mr. Robert Maxwell. All’anagrafe, Ján Ludvík Hyman Binyamin Hoch, nato il 10 giugno 1923 a Slatinské Doly da genitori ebrei ortodossi e molto poveri, nell’allora antisemita Cecoslovacchia. Il giovane Jan è il solo della famiglia a scampare all’Olocausto. I nazisti trucidano i suoi genitori, i suoi fratelli, i suoi zii e cugini. «Quel dolore è sempre davanti ai miei occhi», dirà Maxwell in una rara intervista, «non potrò mai dimenticare o perdonare».
Durante la guerra, si arruola nell’esercito cecoslovacco in esilio, quindi ripara in Inghilterra, dove combatte con gli inglesi. Nel 1945 arriva in una imprecisata città tedesca, dove il sindaco e alcuni cittadini stremati si fanno avanti per arrendersi. In lontananza, un carro armato tedesco spara un colpo che lascia illesa la pattuglia inglese del nostro “Jan” Robert. Che prende allora la pistola e uccide a sangue freddo il sindaco. «Venne aperta un’inchiesta per crimini di guerra», ricorda lo scrittore e giornalista inglese John Sweeney, nel podcast “Hunting Ghislaine” ("A caccia di Ghislaine") per la radio Lbc e Spotify. La drammatica esistenza di Maxwell, un omone spietato che diventerà anche deputato laburista a Westminster e verrà sospettato di essere una spia di Israele, segnerà per sempre lui e la sua famiglia.
"Cap’n Bob”, il capitano Bob, o “The bouncing Czech”, il Ceco che rimbalza, come viene soprannominato, scala presto il potere in Inghilterra. Potremmo definirlo un “Murdoch” di mezzo secolo prima. Diventa uno degli uomini più ricchi del Paese e fissa la sua dimora nella maestosa tenuta di 57 stanze in stile italiano a Headington Hill Hall, non lontano dall’università di Oxford. I figli frequentano le migliori scuole. Con la più giovane, Ghislaine, nata il giorno di Natale del 1961, che si laurea in storia moderna a Oxford, dove ha modo di incontrare e frequentare i rampolli dell’alta società inglese, come il principe Andrea.
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Di qui a qualche mese Andrea, terzogenito di Elisabetta II, sarà chiamato a rispondere davanti ai giudici americani nella causa che gli ha intentato Virginia Giuffre Un procedimento su cui saranno puntati gli occhi del mondo e in cui in ballo ci sarà molto di più del destino di un uomo La famiglia reale ne è consapevole e per questo ha tolto al duca di York i suoi titoli: basterà?