La Stampa, 23 gennaio 2022
Il nuovo governo cileno
Santiago del Cile
«I processi sociali non si fermano né con il crimine né con la forza», diceva Salvador Allende, prima del colpo di Stato dell’11 settembre 1973 che in Cile diede inizio alla dittatura di Augusto Pinochet. Ieri, quarantanove anni dopo, una Allende, socialista anche lei, entra nuovamente al governo del Paese sudamericano, in una formula molto ampia politicamente e a maggioranza femminile. Maya Alejandra Fernandez Allende, la nipote minore di nonno Salvador, dall’11 marzo prossimo ricoprirà l’incarico di ministra della Difesa Nazionale del governo di Gabriel Boric.
Biologa e medica veterinaria, Maya Fernandez Allende aveva solo tre anni quando, con la sua famiglia, dovette abbandonare il Cile in seguito al golpe e trovare rifugio a Cuba. Tornerà a Santiago 17 anni dopo, nel 1990, per dedicarsi agli studi di biologia e di veterinaria, e cominciare la sua militanza nel partito socialista, seguendo le orme del nonno. Eletta deputata nel 2014, ha ricoperto l’incarico di presidente della Camera e dal prossimo mese sarà la seconda donna socialista al vertice del ministero della Difesa dal ritorno alla democrazia, dopo Michelle Bachelet.
Giovedì scorso, a poco più di un mese dalla sua elezione Gabriel Boric ha presentato al Paese i 24 ministri che comporranno il suo governo, lanciando segnali inequivocabili di rinnovamento, di impegno con l’agenda del cambio sociale, e di inclusione femminile.
D’altra parte l’aveva annunciato sin dal suo primo discorso di presidente eletto, il nostro sarà un «governo femminista», ma nessuno si aspettava una maggioranza di ministri donne, ben 14 su 24. Tra queste c’è anche la giovanissima Iskia Siches, medico di 35 anni, nonché capo di campagna del presidente, adesso la prima donna ad assumere l’incarico di ministra dell’Interno nella storia del Cile. Con lei altra giovanissima che esordisce nel governo Boric (l’età media dei ministri è di 49 anni) è la titolare della Segreteria Generale del governo, la trentatreenne comunista Camila Antonia Amaranta Vallejo Dowling, leader del movimento studentesco del 2011 proprio come il presidente.
Buona notizia per i mercati finanziari arriva dalla nomina alla guida del ministero del Tesoro di Mario Marcel, attuale presidente del Banco Central, nonché uno degli economisti più rispettati del Paese. «È un segnale di tranquillità – spiega Javier Sajuria, politologo e accademico della Queen Mary University of London, sulle colonne di BBC news/mundo –. È qualcuno di sinistra che però ha dimostrato di essere fedele ai consensi economici tradizionali. Dà tranquillità agli impresari cileni e a tutti». —