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 2022  gennaio 23 Domenica calendario

Le camere votano a vuoto

Da Palermo, dove si è ritirato per il week-end in attesa di conoscere gli sviluppi della scelta del suo successore, Mattarella avrà accolto con qualche timore la conclusione del vertice del centrodestra, oltre che della prima, fin qui inutile, settimana di trattative tra i partiti sul Quirinale. Perché da ieri sera, con la rinuncia di Berlusconi alla candidatura al Colle e il “no” all’eventuale spostamento di Draghi da Palazzo Chigi, il bis del Capo dello Stato ha ripreso corpo, anche se la contrarietà del Presidente rispetto a quest’ipotesi è chiarissima, ed è stata ribadita l’ultima volta solo due giorni fa.
Al momento, il centrodestra, dopo il fallimento del vertice, vorrebbe insistere per qualche giorno sui propri candidati, nomi che nel corso dei contatti di questi giorni sono stati rifiutati da Pd e 5 stelle. Ma se lo stallo dovesse prolungarsi oltre la terza votazione, prevista per mercoledì, prima di avventurarsi in un muro contro muro che potrebbe sfociare in una fumata nera accompagnata dalla distruzione della maggioranza di unità nazionale che sorregge il governo, il congelamento di Mattarella e Draghi ciascuno al proprio posto potrebbe ridiventare uno sbocco possibile, in grado di far riprendere, sia pure con difficoltà, all’Italia il percorso impegnativo che l’attende nel 2022.
Dietro al faticoso confronto interno al centrodestra, le tensioni tra Berlusconi, Salvini e Meloni infatti restano. Il Cav, che non ha materialmente preso parte al vertice della coalizione, non ha gradito che il leader leghista abbia solo formalmente appoggiato la sua candidatura, trattando nell’attesa su altri nomi. Salvini sarebbe pure disposto a rivedere il “no” a Draghi, ma solo in cambio di un consistente rimpasto di governo che con gli attuali rapporti tra i partiti sarebbe quanto meno arduo realizzare. Meloni, che il vertice lo ha fatto saltare, vede Draghi al Colle soltanto in chiave di elezioni anticipate.
Il bilancio della prima settimana di trattative tra i partiti è catastrofico. Una dopo l’altra le due coalizioni di centrosinistra e centrodestra sono implose, la prima non essendo in grado di avanzare una proposta comune di Pd e 5 stelle, la seconda avendo liquidato la candidatura del Fondatore. E da domani le Camere votano a vuoto. —