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 2022  gennaio 23 Domenica calendario

I 90 anni della Settimana enigmistica

Novant’anni e non sentirli. Correva l’anno 1932 quando l’ingegnere sassarese Giorgio Sisini creava una rivista in cui si coniugavano in modo semplice e coinvolgente la lingua e le parole. Si trattava della Settimana Enigmistica, nata in una data palindroma – 23/1/32 – una casualità rivelatasi l’inizio di un propizio percorso di idee, trovate e giochi d’intelletto che hanno accompagnato diverse generazioni di connazionali. La rivista, come recita il celebre motto, vanta innumerevoli tentativi d’imitazione e l’anniversario viene celebrato con un numero speciale in edicola. Un successo granitico nel segno della sua incrollabile affidabilità, con l’intenzione di non snaturarne mai la veste grafica – austera ed elementare tanto da diventare un brand – ampliando il ventaglio di proposte enigmistiche, senza dimenticare l’importanza dei giochi più semplici – quello di unire i punti o dello scovare le differenze fra due immagini apparentemente identiche – scovando trovate immediate, tese ad ampliare il pubblico, coinvolgendo e stimolando la mente con l’ausilio di un sorriso.
E ancora, ecco i rebus, le vignette – mai banali o sopra le righe – sino alla rubrica di curiosità per antonomasia, quel Forse non tutti sanno che – dando l’appuntamento al prossimo numero, creando un legame immediato ed empatico con i suoi lettori. 
La Settimana oggi combatte a testa alta contro gli smartphone – evolvendosi anche in formato digitale con una app dedicata – e da quel lontano 32 è sempre in edicola (con una parentesi di pubblicazioni saltuarie durante il 45). Strumento di alfabetizzazione elementare quanto efficace nell’Italia del dopoguerra e del boom economico, Sisini ne disegnò la testata e si narra che resistette a generose offerte editoriali, scongiurando il rischio che la sua creatura venisse snaturata, smarrendo l’unicità. Dal primo vagito giungendo sino ai giorni nostri, la Settimana Enigmistica è entrata a far parte dei nostri costumi, fedele alla volontà di Sisini che nel suo primissimo editoriale la presentava come «la palestra del cervello (...) un giornale che, completo pur essendo economico, vi conceda lo spasso di un’ora, il più economico di tutti, dall’enigmista più provetto alla semplice massaia».
Racconta Stefano Bartezzaghi – figlio del celebre enigmista, Piero – ne L’orizzonte verticale. Invenzione e storia del cruciverba (Einaudi) che Sisini ebbe l’intuizione geniale di creare il corrispettivo italico del settimanale austriaco Das Ratsel ma oggi come allora, Francesco Biagi Sisini – nipote del fondatore e da anni alla guida della rivista – rivela che l’unico valore della redazione odierna è quello di voler offrire sempre il meglio ai suoi lettori. E allora, lunga vita alla Settimana Enigmistica!