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 2017  dicembre 27 Mercoledì calendario

Apple, i dubbi del mercato sulle vendite dell’iPhone X. «Troppo caro, poco hi-tech»

Lo scricchiolìo si registra a Taiwan ma si diffonde presto in tutto il mondo: Apple starebbe vendendo meno iPhone X del previsto. L’indiscrezione è del quotidiano Taiwan Economic Daily, secondo sui le previsioni di vendita dell’ultimo e più costoso smart-phone di Cupertino sarebbero calate in maniera significativa per il primo trimestre del 2018, a 30 milioni di pezzi dalla precedente stima di 50 milioni. Anche il principale assemblatore di iPhone, la cinese Foxconn, avrebbe smesso di assumere personale. 
Il giornale asiatico non specificava quali fossero le fonti ma la voce ha influito sul titolo Apple: ieri in apertura aveva fatto calare fino al 4% il colosso di Cupertino, che poi ha recuperato chiudendo comunque in calo di circa il 2%. Il gruppo non ha commentato le voci, che hanno trascinato al ribasso anche le società fornitrici quotate in Borsa, in particolare a Shanghai. 
Secondo un’analisi (citata da Bloomberg) di Sinolink Securities, Apple spedirà «solo» 35 milioni di iPhone X nel primo trimestre 2018, circa 10 milioni in meno della precedente stima, mentre per Jl Warren Capital ne consegnerà 25 milioni, meno dei 30 milioni del quarto trimestre. Sulle vendite, secondo gli analisti, peserebbero il costo molto elevato – oltre 1.300 dollari per un iPhoneX con 256 giga di memoria – sia l’assenza di innovazioni hi-tech, nonché la concorrenza di Samsung e Huawei.
Ma non è detto che il rumor descriva una situazione realistica. Già altre volte – per esempio sull’iPhone 8 – si erano diffuse voci simili poi smentite dai risultati. Pesano nella circolazione delle indiscrezioni sui livelli di produzione di Apple anche la concorrenza tra i vari produttori asiatici di componentistica per iPhone, che potrebbero anche non avere un quadro complessivo degli ordini. I dati del primo trimestre dell’anno fiscale 2018, a fine gennaio, sono importanti perché comprendono le vendite di Natale. Le stime del gruppo guidato da Tim Cook vedono ricavi a 84-87 miliardi di dollari, con un margine operativo lordo del 38-38,5%.
Nonostante una corsa che in un anno ha fatto guadagnare al titolo il 50%, tanto da far avvicinare Apple – già adesso la società a maggiore capitalizzazione al mondo – al record assoluto di mille miliardi di dollari di valore, dubbi sulle potenzialità ulteriori di crescita sono state avanzate sul mercato da una banca come Nomura Instinet, che ha ridotto il rating a «neutral» da «buy» perché il prezzo rifletterebbe già le attese di vendita dei nuovi modelli. 
Per un gruppo che ha il suo punto di forza nelle vendite dell’iPhone non è un bel momento, per di più in una settimana che ha visto scoppiare anche la polemica – con relative richieste di class action – per i rallentamenti (ammessi dalla stessa Apple, ma a suo dire per evitare spegnimenti improvvisi) dei vecchi modelli di iPhone dopo l’aggiornamento del sistema operativo iOs 11. E proprio ieri ha ricevuto un’altra causa, per presunta violazione di copyright, da una ditta cinese di abbigliamento, Kon, secondo la quale il logo per l’app Store ricorda troppo il suo: Kon chiede 15 mila dollari di risarcimento e le pubbliche scuse.