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 2014  agosto 26 Martedì calendario

Biografia di Evandro Agazzi

• Bergamo 23 ottobre 1934. Filosofo. Professore emerito di Filosofia teoretica all’Università di Genova. Allievo di Gustavo Bontadini (1903-1990), ha collaborato a lungo con Ludovico Geymonat (1908-1991) e insegnato per 19 anni all’Università di Friburgo. Ha fondato e diretto, presso l’editore Franco Angeli, la rivista Epistemologia e la collana omonima.
• Punto di partenza della sua riflessione fu la necessità di definire la conoscenza scientifica come «la più perfetta forma di conoscenza oggi a disposizione dell’uomo». L’epistemologia, come la intende Agazzi, assume la scienza come un sapere oggettivamente rigoroso: tuttavia l’oggettività in questione non è quella metafisica delle essenze o quella fisica delle qualità: «Il mio filosofare, infatti, si può ricapitolare sotto le quattro famose domande kantiane: “Che cosa possiamo conoscere? Che cosa dobbiamo fare? Che cosa possiamo sperare? Che cos’è l’uomo?” e la quarta è, per chi si ponga razionalmente il “problema della Vita”, la più fondamentale di tutte, poiché i problemi circa il senso e il valore della Vita assumono un significato profondamente diverso a seconda della concezione che abbiamo di noi stessi in quanto esseri umani e, inoltre, anche le risposte alle prime tre domande riflettono tale concezione» [in Giuseppe Riconda e Claudio Ciancio (a cura di), Filosofi italiani contemporanei, Mursia 2013, p.39].
• Di conseguenza, anche l’azione della scienza deve sempre essere accompagnata da una riflessione etica che coinvolga sia la comunità scientifica sia quella civile e politica: «Le scienze della natura, ma anche l’economia o la psicoanalisi, pretendono di interpretare tutto. In questo modo si dilata arbitrariamente l’aspirazione di ogni disciplina a spiegare, mediante i propri mezzi, il maggior numero possibile di questioni. Così la scienza finisce per ignorare i propri limiti oggettivi» (da un’intervista a Luigi Dell’Aglio) [Avv 27/4/2010].
• Moltissime le pubblicazioni: da ultimo Ragioni e limiti del formalismo (Franco Angeli 2012), raccolta dei principali saggi che hanno scandito il suo itinerario filosofico.
• Molti anche i saggi pubblicati su di lui. Il più recente, curato da Fabio Minazzi, dal titolo Filosofia, scienza e bioetica nel dibattito contemporaneo, è stato pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2007.
• «Ormai quasi tutto viene valutato in base a un criterio puramente utilitaristico e “pragmatico”. Si è persa la consapevolezza che le cose che veramente valgono sono quelle che “non servono a nulla”, in quanto valgono di per sé, e meritano che ci si ponga al loro servizio. L’utilitarismo fa perdere la stessa “dimensione umanistica” della scienza, che è una forma eccellente di “ricerca della verità”. È quindi ovvio che le conoscenze di tipo umanistico siano considerate una presenza ingombrante nell’insegnamento scolastico perché sottraggono tempo e attenzione agli studenti. Questi debbono dedicarsi soltanto alle discipline che veramente “servono”. Ma così i giovani non incontrano le materie che fanno maturare la personalità dell’allievo e affinano il suo spirito critico, il suo senso della responsabilità, la sua capacità di valutazione e di giudizio di fronte alle situazioni della vita, la sua attitudine a compiere scelte libere e consapevoli» (a Dell’Aglio).
(a cura di Massimo Zanaria)