4 marzo 2014
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Biografia di Giuseppe Mancia
• Carrara (Massa e Carrara) 26 luglio 1940. Medico. Cardiologo. Professore emerito di Medicina all’Università Milano-Bicocca. Esperto in fisiopatologia, diagnosi e terapia dell’ipertensione arteriosa, dell’insufficienza cardiaca, della patologia coronarica e delle altre malattie cardiovascolari. È stato professore ordinario e direttore della clinica medica e del dipartimento di Medicina dell’Università Milano-Bicocca presso l’Ospedale San Gerardo di Monza. Secondo uno studio sviluppato da un gruppo di ricercatori americani e pubblicato sull’European journal of clinical investigation nel gennaio 2014, tra i primi 400 scienziati più influenti al mondo.
• Laurea in Medicina a Siena nel 1964, collaboratore del professore Cesare Bartorelli, uno dei padri della ricerca sull’ipertensione in Europa, si trasferì a Milano nel 1966, dopo tre anni di studi e ricerche negli Stati Uniti (Tir 30/1/2014).
• In gioventù sfiorò la qualificazione alle Olimpiadi di Roma del 1960, per la gara dei 100 metri piani.
• «Di Carrara, dove è nato nel 1940, non ricorda nulla. Aveva solo due anni, il babbo Gioacchino, origini umbre, e la mamma Vincenzina Galanti, bolognese, vi erano approdati per lavoro perché il papà era dirigente dell’Inps e girava l’Italia. “I miei genitori? Idee piuttosto liberali. Per esempio già a 18 anni mi diedero il permesso per farmi il mio primo viaggio all’estero, destinazione Londra. Da allora non smisi di viaggiare. Loro, genitori colti, volevano che io girassi il mondo per imparare, crearmi una mentalità aperta”, racconta Giuseppe. Vincenzina era casalinga, ma il figlio la ricorda come una donna forte, autodidatta, appassionata alla storia e alla politica: “Aveva idee socialiste, il suo riferimento era Nenni”. Così come al professore non dispiace Matteo Renzi (“Mi è piaciuta la fretta positiva con cui sta affrontando la legge elettorale”) ed è indulgente con Silvio Berlusconi (“anche per me è stato una speranza, poi ha deluso, però gli concedo molte attenuanti: tutti contro di lui”). Genitori aperti, liberali, ma fermi e un po’ autoritari negli studi. (…) A 17 anni quando – ed eccoci al bivio della vita – Giuseppe deve scegliere tra la facoltà di Medicina a Siena, dove nel 1957 si trovava la famiglia, o trasferirsi a Padova per allenarsi come professionista in vista delle Olimpiadi, i genitori sono inflessibili: “Resti qui, ti iscrivi a Medicina, di andare a Padova te lo scordi”, fu il nocciolo della loro imposizione. “Lo confesso, il no a Padova fu per me una grande delusione. Sognavo di partecipare alle Olimpiadi e magari di salire sul podio per ricevere una medaglia”» (Mario Lancisi) [Tir 3/2/2014].
• È appassionato di Mozart, della pasta, della Juventus e della storia, soprattutto americana.
• Nel luglio 2014 riceverà all’Università di Glasgow la laurea honoris causa per i contributi dati nel campo della medicina cardiovascolare.
• Sposato con Margherita, due figli: Alessandra e Paolo.