ilmessaggero.it 16/6/2014, 16 giugno 2014
Il delitto di Carlo Lissi, che ha confessato di aver ucciso la moglie e i due figli di 5 anni e venti mesi a Motta Visconti (Milano), simulando poi una rapina, è solo l’ultimo caso di una lunga catena di stragi che si consumano in ambito famigliare e che vedono mariti e fidanzati nel ruolo di carnefici
Il delitto di Carlo Lissi, che ha confessato di aver ucciso la moglie e i due figli di 5 anni e venti mesi a Motta Visconti (Milano), simulando poi una rapina, è solo l’ultimo caso di una lunga catena di stragi che si consumano in ambito famigliare e che vedono mariti e fidanzati nel ruolo di carnefici. Per citare i casi più recenti, solo una settimana fa, a Borgomanero (Torino), un uomo di 56 anni ha ucciso a coltellate la moglie, una maestra sessantenne e poi si è tolto la vita impiccandosi ad un albero. A trovare la donna sono stati i carabinieri, avvisati dai colleghi della vittima che non l’avevano vista arrivare al lavoro. In precedenza, un altro caso che aveva monopolizzato le pagine di cronaca nera era stata la lite in famiglia degenerata in follia omicida a Collegno, in provincia di Torino. L’ultimo giorno del 2013 Daniele Garattini, 57 anni, ha esploso sei colpi di pistola contro la moglie Letizia Maggio, 54 anni, la suocera Daria Maccari, 84 anni, di Bellinzago Novarese e la figlia Giulia, di 21 anni poi s’è accoltellato al petto, uccidendosi. È il 16 ottobre del 2013 e sono da poco passate le 19 quando il bracciante di origine kosovara Velj Selmanaj, detto Willy, uccide a colpi di pistola la moglie Senade e la figlia Fatime davanti ad un supermercato di Pescina, in Abruzzo. Solo qualche giorno prima, l’11 ottobre del 2013, un altro omicidio si consuma in una villetta di Loano, in provincia di Savona. Stefania Maritano, 49 anni, viene uccisa con un colpo di pistola dal marito che poi rivolge l’arma contro se stesso e si toglie la vita. Mistero sul movente del delitto, avvenuto nella villetta isolata in cui la coppia viveva. In precedenza, il 12 dicembre 2012, la 42enne Beatrice Ballerini, viene trovata morta in un casolare di Nievole, non lontano da Montecatini Terme (Pistoia). A commettere l’omicidio, stringendo il braccio al collo e soffocandola, l’ex marito Massimo Parlanti, con cui la donna aveva organizzato un incontro per discutere della gestione dei figli. DATI ANSA E’ la famiglia il contesto in cui avviene il maggior numero di omicidi in Italia. Il dato emerge dall’ultimo rapporto Eures-ANSA sull’omicidio volontario. Il rapporto indica un calo delle uccisioni: sono state 526 nel 2012. Si tratta del minimo storico degli ultimi 40 anni. Il decremento è stato del 67,8% rispetto al 1990, quando gli omicidi erano stati 1.633. Così come gli omicidi in generale, anche quelli in famiglia (175 su 526) nel 2012 sono in calo (-10,3%) rispetto al 2011. Mentre in forte aumento (+25,8%) risultano quelli compiuti dalla criminalità comune (122). Seguono quelli da criminalità organizzata (84). Tra i 419 autori noti di omicidio volontario censiti nel 2012, il 91,4% è un uomo e l’8,6% donna. Nel contesto familiare e affettivo la vittima è principalmente donna (61,1%), di età compresa tra i 25 e i 54 anni. Mentre il killer in oltre 9 casi su 10 è un uomo. Gli omicidi ’nella coppia’ interessano quasi la metà delle vittime totali di uccisioni in famiglia. Al Nord la famiglia si conferma il principale ambito omicidiario (con 82 vittime, pari al 47,1% delle vittime dell’area), prevalendo significativamente sulla criminalità comune (37 vittime, pari al 21,3%), sugli omicidi tra conoscenti (14,9%) e sugli altri contesti minoritari. Al Centro è invece la criminalità comune a registrare il primato delle vittime (28 quelle censite, pari al 38,4% dell’area), prevalendo di poco sull’ambito familiare (27 casi, pari al 37%). È il Sud a distaccarsi dal restante territorio, prevalendo anche nel 2012 gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (28,7%), che superano quelli del contesto familiare o affettivo (23,7%) e della criminalità comune (20,4%). Nell’ultimo decennio (2003-2012) si contano complessivamente in Italia ben 1.838 omicidi volontari consumati all’interno della sfera familiare o affettiva, con una media annua di 184 vittime, pari, esattamente, ad una vittima ogni 2 giorni, ed un andamento complessivamente costante (i valori risultano compresi tra i 167 casi del 2007 ed i 201 del 2003). Nel 2012 gli ’omicidi nella coppia’ continuano ad interessare quasi la metà delle vittime totali di omicidio in famiglia (49,1% del totale), con valori sostanzialmente stabili negli anni (45% nel 2010 e 51,3% nel 2011). All’interno della relazione di coppia coniugi e conviventi risultano le figure più a rischio (34,9% dei casi, pari a 61 vittime nel 2012). Nei primi sei mesi del 2013 sono state uccise 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare o affettivo. L’Italia è comunque tra i Paesi meno esposti in Europa a questa tipologia di delitto. CARLO LISSI NON È PAZZO Carlo Lissi «non è un malato di mente ma semplicemente un lucido assassino». Così Emilio Sacchetti, presidente della Società Italiana di Psichiatria sull’uomo che sabato ha ucciso moglie figli. «È opportuno - sottolinea lo psichiatra - aspettare la perizia psichiatrica, ma certamente il gesto di Lissi non è quello di un folle, perché l’uomo ha premeditato la strage con molta freddezza. Si tratta di un atto delinquenziale, un atto criminale come purtroppo ce ne sono tanti». (ANSA).