Guido Ruotolo, La Stampa 2/9/2013, 2 settembre 2013
LA GIUNTA PRONTA A VOTARE SUBITO LA DECADENZA
DARIO STEFANO Presidente Giunta, Sel Come Presidente della Giunta ho il dovere di garantire che qualsiasi decisione avvenga nel rispetto del regolamento e dei precedenti. A inizio legislatura, il 2 luglio, su provvedimenti in cui ero relatore nazionale in materia di rilievi di costituzionalità della legge elettorale, dopo una approfondita discussione, la Giunta si autodeterminò nella direzione del respingimento immediato dei ricorsi presentati, anche con la motivazione dell’inammissibilità di questioni del genere nella fase di delibazione precontenziosa. Pertanto, essendo ora l’esame sulla decadenza in una fase procedurale analoga, qualora venissero presentate, non potrei che sottolineare il precedente della non ammissibilità della questioni di legittimità costituzionale, la quale - debbo ricordarlo - presuppone anche che la denunciata incostituzionalità non sia manifestamente infondata. E’ mia premura garantire, insomma, che sia il merito che la forma della questione vengano trattate in maniera coerente e ragionevole, senza lasciarsi influenzare dal peso della specifica posizione o del clamore mediatico.
ra i miei doveri , anche quello di favorire l’assunzione di decisioni in termini ragionevolmente rapidi, come prescrive la normativa sulla decadenza con l’ormai famoso avverbio «immediatamente». Dico «ragionevolmente» rapidi, poiché vanno rispettate le procedure regolamentari, a tutela del diritto costituzionale di difesa del senatore oggetto della procedura di decadenza. E, come ho sempre affermato, non potrò certo assecondare violazioni o forzature. Non escludo che l’Ufficio di Presidenza del 4 settembre possa decidere che, qualunque sia la proposta del relatore il 9 settembre, questa dovrà essere discussa e posta al voto finale, se necessario, con sedute continue o ad oltranza quanto alla loro durata.
Non vi è alcuna connessione tra incandidabilità ed interdizione, che sono due istituti diversi con differenti conseguenze giuridiche, ad esempio sull’elettorato attivo. Resta semmai l’interrogativo, al quale stento a non dare una risposta ragionevole, se davvero valga la pena scatenare quasi una sorta di «guerra di religione» giuridica sulla incandidabilità, quando prevedibilmente fra pochi mesi ci troveremo dinanzi all’ipotesi di interdizione che, come dimostrano i precedenti Previti e Drago, provoca la decadenza immediata.
GIACOMO CALIENDO, Vicepresidente Giunta, Pdl
a giunta deve valutare e tener conto che la Corte Costituzionale nel 2006 e nel 2009 ha ritenuto che la Giunta delle elezioni sia un organo giurisdizionale. Se è vero che, come ha sottolineato il presidente Violante, la Giunta deve garantire il diritto alla difesa non rivolgendosi alla Consulta verrebbe meno nel suo mandato di tutela del diritto di difesa.
Tutto il tempo necessario. Non mi pongo il problema di voler portare il dibattito alle Calende Greche né di restringerlo per pregiudizio.
Sono due cose diverse.
CARLO GIOVANARDI, Pdl Per primo ho detto che chiaramente la retroattività della legge Severino era in conflitto totale con l’articolo 25 della Costituzione. E dunque siamo di fronte più che a un fumus ad un «arrostus» prersecutionis. Occorre mandare la Severino alla Corte Costituzionale.
Il 9 settembre il relatore Augello illustrerà tutti i problemi a partire dalle obiezioni di costituzionalità della legge sollevate pubblicamente dal fior fiore di costituzionalisti. A mio parere, la Giunta non potrà che pronunciarsi per l’invio delle carte alla Consulta.
Non condivido la condanna di Silvio Berlusconi ma ne prendo atto. Il presidente dovrà scontare la pena ai domiciliari o ai servizi sociali. E sarà determinata a breve la pena accessoria. Proprio per questo trovo surreale che la Giunta delle elezioni si presti ad essere un plotone d’esecuzione che vuole centrare il bersaglio della decadenza.
GIUSEPPE CUCCA Capogruppo Pd Il problema della competenza della Giunta a sollevare o esaminare le questioni di legittimità costituzionale è stato affrontato anche in questa legislatura e si è deciso all’unanimità, seguendo la prassi consolidata, che non essendo un organo giurisdizionale, la Giunta non abbia competenza in merito.
La Giunta si atterrà con scrupolo al regolamento e alla normativa vigente. Dopo la proposta del Relatore si darà corso alla discussione, al termine della quale dovranno assegnarsi i termini per l’eventuale audizione dell’interessato e dei suoi difensori con fissazione di apposita riunione. Dopo tale adempimento, si procederà immediatamente al voto. Presumibilmente, potrebbero trascorrere dai dieci ai quindici giorni, salvo nuove eventuali e imprevedibili emergenze.
La decisione della Corte d’Appello di rinvio non ha rilevanza sul procedimento aperto, posto che la Giunta è chiamata ad applicare l’articolo 3 della Legge Severino, che non ha nulla a che vedere con la pena accessoria applicata dai Giudici.
STEFANIA PEZZOPANE Vicepresidente Pd Lecito avere dubbi , ma basta approfondire la materia per superarli. Non mi pare che si sia riflettuto sull’assurdità che una Giunta per le elezioni invece di prendere atto della sentenza, come è suo compito, si dovrebbe mettere a contestare una legge recentemente approvata alla quasi unanimità. Se la legge non va bene, il Parlamento la cambi ma intanto ha il dovere di applicarla.
In realtà anche subito . Berlusconi ha depositato i pareri dei suoi consulenti. Abbiamo letto i pareri pro veritate, potremmo già decidere ma aspettiamo la relazione di Augello il 9 settembre. Se la proposta del relatore sarà bocciata, la Giunta dovrà nominare un nuovo relatore. Se lo stesso Berlusconi dovesse chiedere di essere sentito, sarebbe necessario organizzare l’audizione.
Sarebbe assurdo, sono due procedimenti contigui ma diversi e rispondono a norme diverse.
ISABELLA DE MONTE, Pd L’articolo 66 della Costituzione chiaramente sancisce che «ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità o di incompatibilità». Se qualcuno ritiene, in ogni caso, che la legge Severino sia incostituzionale, il luogo in cui si deve discutere ed eventualmente emendare è il Parlamento. Abbiamo interpellato ventidue su ventitré componenti della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato. Ponendo tre semplici domande. Dalle risposte è emerso come la maggioranza della Giunta ritiene che non
Nella giornata del 4 settembre l’Ufficio di Presidenza della Giunta si riunirà per la programmazione dei lavori. Per la seduta del 9 settembre il presidente Stefano ha già dato la disponibilità affinché i lavori proseguano ad oltranza. C’è un preciso regolamento da rispettare ed è il Regolamento per la verifica dei poteri del Senato, che disciplina tutta l’attività (anche istruttoria) della Giunta.
Si tratta di due questioni procedurali distinte. Una volta sancita tale pena in via definitiva, l’effetto sarebbe in ogni modo quello della decadenza da parlamentare per Berlusconi, e dunque la Giunta si troverà a dover votare nuovamente e questa volta non per via di una legge, bensì in esecuzione di una sentenza in via definitiva. La Giunta per le elezioni non è il quarto grado di giudizio. Berlusconi si è già difeso in Tribunale e la sentenza della Cassazione non è in alcun modo emendabile.
FELICE CASSON, Pd Assolutamente no . La Giunta è un organo istruttorio dell’Aula del Senato. In ogni caso ritengo fuori dal sistema costituzionale una tale impostazione. Se il Parlamento non condivide una norma, la modifica direttamente.
Il 9 settembre , dopo la relazione di Augello, ogni senatore della Giunta ha la possibilità di intervenire per 20 minuti. Alla conclusione dei lavori si vota.
Non c’entra nulla . Nel nostro caso è solo l’applicazione di una legge non contestata quando fu approvata nei mesi scorsi.
DORIS LO MORO, Pd Non esiste un «lodo Violante» . Violante ha sollevato solo una questione procedurale. Che la Giunta possa sollevare una questione di costituzionalità della Severino, concordo, ma che debba farlo questo è un altro discorso. vi siano le condizioni per rivolgersi alla Corte Costituzionale. Né sia politicamente utile aspettare i giudici di Milano prima e la Cassazione poi sulle pene accessorie (da uno a tre anni di interdizione dai pubblici uffici) dopo la
Il mese è servito a Berlusconi e ai suoi legali per il diritto alla difesa. A questo punto, la Giunta prima vota e meglio è.
Sono due cose diverse.
GIORGIO PAGLIARI, Pd Del cosiddetto «Lodo Violante» e delle successive sue dichiarazioni sul metodo, nel rispetto delle altrui opinioni, apprezzo esclusivamente la successiva rettifica con il riconoscimento della legittimità della posizione di Epifani. E non azzardo un giudizio sull’opportunità di tali esternazioni. Quanto alle competenze della giunta non è assolutamente pacifico che possa sollevare questioni di incostituzionalità alla Consulta. Il presupposto del ricorso è la non manifesta infondatezza delle eccezioni di incostituzionalità. Ascolterò il senatore Augello per verificare se porti elementi nuovi su questo piano. Al momento non c’è eccezione che abbia i requisiti indicati.
Il tempo per approfondire, studiare e riflettere è stato oggettivamente adeguato. Del pari è stato rispettato il diritto al contraddittorio del senatore Berlusconi. Allo stato, la Giunta può votare il 9. Il gruppo del Pd aveva avanzato la richiesta di riunione ad oltranza.
La causa di decadenza della Legge Severino è distinta dalla interdizione dai pubblici uffici, cioè produce i suoi effetti a prescindere da quest’ultima. La Severino, peraltro, pone l’obbligo della immediata decisione con specifico riferimento al procedimento della convalida degli eletti: nel caso del senatore Berlusconi siamo esattamente in questa fase.
CLAUDIO MOSCARDELLI, Pd Premesso che i senatori del Pd non hanno sottoscritto alcun appello per un presunto lodo Violante, la mia opinione è che non vi siano i presupposti per il ricorso alla Corte Costituzionale da condanna a quattro anno di reclusione settembre la Giunta chieda all’Aula di per frode fiscale. Palazzo Madama di pronunciarsi sulla Un mese di dibattito politico e decadenza di Silvio Berlusconi da istituzionale non hanno spostato di un senatore. Consapevole di avere garantito millimetro la maggioranza della Giunta. il diritto di difesa, ma anche di non dover Si può ipotizzare, dunque, che entro celebrare un quarto grado di giudizio. parte della Giunta delle elezioni e delle Non ritengo opportuno attendere immunità parlamentari sia sotto il pro- la Corte d’Appello perché ridetermifilo della titolarità da parte della Giun- ni la pena accessoria in quanto la legta, in quanto, a prescindere dalla valu- ge Severino prescinde dalla pena actazione della natura della sua attività cessoria. ossia se è di carattere giurisdizionale, ha il compito istruttorio e preliminare ENRICO BUEMI, Psi di proporre all’Aula del Senato una deli- Ho sottoscritto la richiesta per berazione. Questa funzione prelimina- un confronto con il presidente Viore esclude a mio avviso la possibilità di lante, perché ho ritenuto che fosse ricorrere alla Corte Costituzionale per utile che il dibattito approdasse in sollevare la questione di legittimità co- una sede più politica. Ritengo che stituzionale della legge Severino. Non la Giunta debba sollevare la quevi sono peraltro precedenti al riguardo stione di costituzionalità della lege a mio avviso non per caso. Neppure ge Severino, a prescindere dalle sotto il profilo del merito della questio- mie valutazioni perché non è comnesussistonogliestremidelricorsoalla pito dei senatori decretare la sua Corte. La legge Severino non mostra legittimità. elementi di illegittimità costituzionale, in quanto non prevede pene accessorie La forma è sostanza e lo è ancor di o sanzioni per di più applicabili retroat- più quando le questioni riguardano tivamente. Si tratta di un requisito di avversari politici a cui non bisogna onore che prevede che non debbano in- offrire nessuno spunto per attributervenire sentenze passate in giudicato ire all’istituzione volontà persecudi condanna con determinati elementi torie o discriminanti. Il 9 settemal fine di poter essere candidati o di po- bre si avvia il confronto in Giunta, ter mantenere la carica elettiva. partendo dalla relazione del sena-
tore Augello e avendo a disposizio- Non c’è un mese di riflessione ma il ne tutti gli atti della sentenza della rispetto di una procedura applicata Cassazione. anche con tempi serrati. È previsto che dalla notifica dell’apertura del Certo, con il pronunciamento della procedimento in capo al Senatore in- Corte d’Appello la procedura sarebbe teressato vi siano 20 giorni per pre- univoca nel merito anche nell’applicasentare memorie e poiché il relatore zione delle pene accessorie. deve svolgere il suo compito tenendo presente tutta la documentazione ine- ERIKA STEFANI, Lega Nord rente il caso, compresa la memoria di- La questione riguardante la fensiva, si è prevista e stabilita la data permanenza del senatore Berludel 9 settembre come termine minimo sconi nel Senato è oggetto di diper rispettare la legge snella forma e samina da parte della Giunta, conello spirito. Il 9 il Sen. Augello svolge- me bene si sa. L’iter della discusrà la sua relazione, ci sarà il dibattito e sione è già cominciato, ma i temi, poi il voto, che sarà risolutivo a secon- fra cui quello riguardante la più da della proposta del relatore che po- volte citata dai media questione trà essere approvata o bocciata. Se di incostituzionalità del decreto approvata sarà trasmessa all’Aula per cosiddetto Severino, devono anil voto di deliberazione finale. cora essere approfonditi in quella sede. Riteniamo comunque che, se vi siano dei dubbi relativi alla costituzionalità di tale norma e se vi è la possibilità che sia la Giunta medesima a sollevarla davanti alla Consulta, come pare possa farlo come risulta da alcune tesi proposte, la Corte Costituzionale possa essere l’organismo assolutamente deputato, e tra l’altro imparziale, a risolvere questa problematica delicata.
Quanto i tempi saranno maturi, esaurita la discussione ed affrontate le tematiche necessarie.
La questione riguardante la decadenza e quella della interdizione dai pubblici uffici sono due questioni giuridicamente diverse. Saranno esaminate ogni una nei tempi necessari.
BENEDETTO DELLA VEDOVA Segretario, Scelta Civica Ho la fortuna di non essere (stato) magistrato, né avvocato né costituzionalista e quindi cerco soluzioni lineari e di valenza generale. Ascolterò con attenzione il senatore Augello e la discussione che seguirà, ma il Parlamento, a larghissima maggioranza - e con me moltissimi anche oggi senatori - votarono la legge considerandola costituzionale, ben sapendo quali fossero i contenuti. Io non ho cambiato idea, ma ascolterò chi ha cambiato idea per capire meglio.
Deciderà il Presidente con l’Ufficio di presidenza. Senza fretta e senza intenti dilatori. Immagino però non serva molto tempo, la vicenda è ormai matura per una decisione.
Mi sembrano temi distinti. La legge Severino-Monti, frutto di un iter lungo che ha portato a un testo larghissimamente condiviso dieci mesi fa appena, mi pare molto chiara. Certo, se poi c’è una maggioranza che la vuole cambiare, dentro la cornice dello Stato di diritto, il Parlamento resta sovrano.
MARIO GIARRUSSO Capogruppo M5S No.
Subito . Senza attendere altro tempo.
No.
VITO CLAUDIO CRIMI, M5S Deciderà la Giunta , e se il Pd dovesse optare per quella scelta, commetterebbe un suicidio.
Il mese ottenuto non è stato concesso per riflettere ma è stato ritenuto il tempo necessario per il cosiddetto diritto alla difesa.
Sono due principi distinti. La condanna esiste a prescindere dalla pena accessoria e dalle decisioni sulla sua durata.
Maurizio Buccarella, M5S Assolutamente no . La questione, per i modi ed i tempi in cui è stata posta, appare francamente assurda.
La Giunta è ancora investita formalmente della questione relativa all’ineleggibilità di Berlusconi (ex L. 361/57). Non abbiamo ancora discusso della sopravvenutaquestionerelativaallaincandidabilità. Temo che il 9 settembre i colleghi del Pdl impiegheranno il tempo disponibile per impedire che si inizi a discutere della nuova questione, certamente assorbente rispetto alla prima.
Credo che la Giunta sia già in grado di decidere in merito alla incandidabilità sopravvenuta in conseguenza della definitività della sentenza della Cassazione in relazione alla pena detentiva (anni 4 di reclusione) ed alla legge cd. Monti-Severino del dicembre 2012. Ciò dovrebbe comportare intanto la decadenza immediata di Berlusconi dal Senato; la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, per come sarà determinata dalla Corte d’Appello, sarà determinante solo per la futura incandidabilità per il relativo periodo.
SERENA FUXIA, M5S La Giunta è un organo istruttorio e pertanto si deve limitare a raccogliere i fatti di competenza,rielaborare collegialmente le considerazioni e presentare la proposta finale all’aula del Senato. Tutto il resto esce dai compiti della stessa. Se mai potrebbe essere possibile un intervento della Giunta per il Regolamento.
Non è stato un mese di riflessione, ma di discussione in cui gli avvocati di Berlusconi hanno potuto depositare le memorie difensive. Appena il relatore avrà concluso la relazione e dato parere, seguiranno i vari interventi dei componenti della Giunta e quindi si voterà prima in Giunta e poi in Aula. Mi auguro tutto in tempi brevi.
Assolutamente no . L’incandidabilità è in relazione alla condanna principale, non in relazione all’interdizione, ovvero alla pena accessoria su cui la Corte può esprimere parere. Oltretutto il giudice ha espresso anche le motivazioni della condanna per cui nulla osta a procedere.
ANDREA AUGELLO, Pdl Relatore Motivi di opportunità mi impongono il silenzio.
LUCIO MALAN, Pdl Preferisco non pronunciarmi prima del 9 settembre
ISABELLA CASELLATI, Pdl Preferisco non pronunciarmi prima del 9 settembre
NICO D’ASCOLA, Pdl Rispondere implicherebbe l’esternazione del mio orientamento sulla nota questione. A parte il vincolo di segretezza, è ovvio che la funzione paragiurisdizionale della Giunta impone riservatezza, imparzialità, senso della misura e sconsiglia dichiarazioni che potrebbero risultare anticipatrici del voto.
FILIPPIN ROSANNA, Pd Non ha risposto
"Alcuni senatori Pd, ma anche Socialisti, hanno sottoscritto un appello che fa proprio il «lodo Violante». La Giunta delle elezioni deve sollevare la questione di incostituzionalità della legge Severino alla Consulta? Dopo un mese di riflessione, dalla seduta del 7 agosto al 9 settembre, la giunta quando potrà votare? Non sarebbe opportuno aspettare la Corte d’Appello di Milano (e poi la Cassazione) che dovrà decidere la durata della pena accessoria, cioè l’interdizione dai pubblici uffici?"