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 2010  aprile 10 Sabato calendario

IN POLITICA L’ITALIA BATTE GLI USA

Il Pd propone di cominciare le riforme dal taglio di una camera e dei costi. Secondo Luciano Violante, responsabile del partito per le riforme, «Sulla riduzione del numero dei parlamentari e sul sistema monocamerale, con una sola camera legislativa, siamo tutti d’accordo». Si punta ad un taglio del 20%-30% degli stipendi dei parlamentari e vanno ridotte le spese per gli assistenti parlamentari (ad oggi 4.000 euro di rimborso, anche se il collaboratore non viene assunto).
Alla Camera, all’indennità mensile netta di 5.468,58 euro bisogna aggiungere la diaria mensile di 4003,11 euro, i rimborsi spese per 4.190 e le spese di trasporto trimestrali, 3.323,70 euro se l’aeroporto più vicino alla residenza del deputato è a meno di cento chilometri, 3995,10 se è più lontano.
Al Senato, l’indennità mensile netta è di 5.613,59 euro, la diaria ammonta a 4003,11, i rimborsi spese valgono altri 4.678,36 e le spese di trasporto, questa volta annuali, oscillano tra i 15.739,37 euro entro i 110 chilometri e i 18.486,31 al di sopra di quella soglia.
La busta paga più leggera non è quindi inferiore ai 17.000 euro netti mensili con punte di 18.000, per un totale compreso tra 180.000 e 216.000. I senatori e i deputati Usa hanno invece un salario medio di 174.000 dollari (113.000 euro al cambio attuale) e sono liberi di rinunciare agli aumenti. I leader del partito di maggioranza e opposizione al senato percepiscono però 193.400 dollari a testa, 125.710 euro, mentre lo speaker della camera bassa, Nancy Pelosi, porta a casa 223.500 dollari, 145.275 euro.
I parlamentari italiani sono anche molti di più di quelli Usa: 945 contro 535. Barack Obama guadagna 400.000 dollari (260.000 euro), meno del presidente della Provincia autonoma dell’Alto Adige Luis Durnwalder (324.000 euro) e anche a quello di Lucio Stanca, ad della Expo 2015, con 480.000.