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 2010  aprile 09 Venerdì calendario

SCHEDA SUL CROLLO DEL REDDITO DELLE FAMIGLIE ITALIANE

(da integrare) -

Nell’ultimo trimestre del 2009 il reddito disponibile delle famiglie italiane in termini reali è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2008. Considerando il dato in valori correnti invece la spesa delle famiglie è scesa dell’1,9% rispetto al 2008: è il calo percentuale più elevato dall’inizio delle serie storiche negli anni Novanta.
Questo vuol dire che il 42% delle famiglie italiane ha ridotto il consumo di carne bovina, e un terzo ha tagliato l’acquisto di pane, olio d’oliva e vino (dati forniti dalla Confederazione italiana degli agricoltori).

Secondo la Confcommerio l’unico modo per risollevare i consumi è una riforma fiscale: «La riduzione strutturale dell aliquote legali, accompagnata da un’efficace azione di contrasto all’evasione e all’elusione, nonché dalla riduzione degli sprechi nella Pubblica amministrazione, migliorerebbe non solo le aspettative delle famiglie sulla formazione di reddito futuro, maridurrebbe anche gli incentivi all’evasione fiscale».

Secondo la Cgil i dati Istat raccontano un paese dove le diseguaglianze si accentuano e le famiglie sono sempre più povere. Agostino Megale, segretario confederale: «Basti pensare che tra il 2002 e il 2009 il potere d’acquisto di operai e impiegati si è ridotto mediamente di circa 2mila euro, mentre quello di imprenditori e liberi professionisti si è incrementato di oltre 16mila euro».

Se il potere d’acquisto è diminuito, è rimasto invece costante la propensione al risparmio che si attesta al 14%, come nel trimestre precedente.

Reddito disponibile:
E’ il reddito personale al netto delle imposte e dei contributi. Nella contabilità nazionale si intende per reddito disponibile la quantità di reddito che l’insieme delle famiglie italiane può spendere in consumi o accantonare in risparmi. Diverso è il reddito pro capite ottenuto dividendo il reddito nazionale per il numero degli abitanti. Il reddito reale di un soggetto è espresso in termini di potere di acquisto. Dipende da due fattori: il reddito monetario (quanto percepito) e il tasso di inflazione.