Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2010  aprile 01 Giovedì calendario

L’INDIA SI CONTA IN 18 LINGUE

La prima a compilare il formulario sarà oggi, alle 10 di mattina, il presidente della repubblica Pratibha Patil. Quindi, un’ora più tardi, sarà la volta del vicepresidente Hamid Ansari. Da quel momento in avanti, inevitabilmente, la faccenda si farà più complicata. Perché i moduli che verranno sottoposti oggi alle più alte cariche dello stato indiano sono quelli del censimento che il prossimo anno dovrà stabilire, con ragionevole approssimazione, quanti sono gli abitanti del secondo paese più popoloso della terra. Nelle parole del solitamente misurato ministro degli Interni P. Chidambaram si tratta della «più grande operazione mai compiuta da quando esiste l’umanità».
Per comprendere la portata dell’impresa basta scorrere le cifre rese note dal governo. I censiti saranno all’incirca 1,2 miliardi. I funzionari statali e i volontari coinvolti nelle operazioni di computo saranno poco più di 2,5 milioni. I distretti che dovranno visitare, al costo per l’erario di 22 miliardi di rupie (362 milioni di euro), sono 640. Le porte, per chi le ha, a cui dovranno bussare circa 240 milioni. Le tonnellate di carta necessarie a spiegare (in 18 lingue diverse) le procedure e raccogliere (questa volta in soli 16 idiomi) le informazioni saranno 11,63 milioni. Il tempo necessario prima che possa venir resa nota la nuova cifra ufficiale degli abitanti è superiore a un anno, si parla di metà 2011.
A quel punto si potrà iniziare a pensare al prossimo censimento, in programma a cavallo tra 2020 e il 2021, quando, costi quel che costi, si ricomincerà a fare la conta. Perché quello che inizia oggi è un appuntamento a cui gli indiani non hanno mai rinunciato, dal 1872 in avanti, prima sotto il dominio britannico (per otto volte), e poi, con orgoglio crescente, da stato sovrano (per altre sette). Attraversando, come ha spiegato nei giorni scorsi il segretario agli Interni G.K. Pillai, «la lotta per l’indipendenza, la Partizione, due guerre mondiali e diverse calamità naturali».
Tutti avvenimenti che in passato hanno conferito una dimensione quasi epica Agli sforzi dei burocrati indiani, ma che a ben vedere tolgono ben poco alla portata dell’impresa che si apprestano a compiere i loro successori odierni. Non solo perché oggi come allora bisognerà raggiungere sia i remoti eremi Himalayani che le minuscole isole dell’Oceano Indiano, i villaggi sperduti nei deserti del Rajasthan e quelli dimenticati nelle foreste del Chhattisgarh. Ma anche perché il compito richiesto ai moderni estensori del censimento è assai più complesso che in passato. Il governo vuole sapere, tra le altre cose, di cosa sono fatte le case (fango, lamiera, mattoni?), che cosa contengono (fornelli a gas o a legna? rubinetti o secchi?) e come i loro abitanti comunicano con il mondo esterno (computer, cellulare o telefono fisso?).
Il quadro complessivo dovrà fotografare le trasformazioni avvenute nell’ultimo decennio, il secondo dall’inizio delle riforme economiche che stanno facendo dell’India uno dei giganti economici di questo secolo. L’obiettivo è quello di fornire alle imprese che operano in un paese vasto quanto indecifrabile il maggior numero di informazioni possibili sui suoi abitanti e le loro abitudini. «I dati che ci forniscono indicazioni sugli stili di vita possono essere di grande aiuto», spiega Gyan Chand Daga, direttore marketing di Indian Oil, la seconda società indiana nel settore della raffinazione del petrolio. «Raccogliere informazioni del genere da soli non è possibile e il tasso di approfondimento del censimento è sempre prezioso».
Quello che i funzionari statali non chiederanno, ci ha tenuto a sottolineare Pillai, è a quale casta appartengono i cittadini. «Un censimento su base castale non è mai avvenuto nell’India indipendente», ha spiegato, dicendo solo una mezza verità. Nel senso che i censimenti indiani pur non spingendosi a disaggregare la popolazione per caste, indicano però quanti cittadini appartengono alla categoria delle Scheduled Castes e delle Scheduled Tribes.
Nel primo caso altro non si tratta che della definizione burocratica di dalit (un tempo di sarebbe detto "intoccabili", ovvero gli ultimi degli ultimi nel sistema castale).
Nel secondo di quelle popolazioni tribali che assieme agli stessi dalit sono riconosciute come svantaggiate dalla costituzione e che godono da tempo di speciali, e assai controverse, quote per poter accedere a scuole e posti di lavoro nel settore pubblico. A onore degli autori del censimento va riconosciuto di non essersi mai voluti spingere più in là nell’individuare le infinite stratificazioni della società indiana, rifiutandosi di soddisfare le richieste di quei partiti castali che vivono sulle contrapposizioni tra le diverse comunità del paese.
Dove invece questo censimento sarà di gran lunga il più dettagliato e tecnologico di sempre sarà nella parte dedicata al National population register. Un database con i nomi, le fotoe le impronte digitali di tutti gli indiani con più di 15 anni. Ovvero coloro ai quali il governo puntaa fornire, grazie a uno dei suoi programmi più ambiziosi, un numero identificativo personale che dovrà semplificare radicalmente il loro rapporto con le istituzioni e l’accesso di centinaia di milioni di persone ai programmi contro la povertà. Sommando i costi di questo progetto a quelli del censimento puro e semplice l’investimento complessivo sfiorerà il miliardo di euro.
Quanto basta per capire che stabilire con esattezza un numero così inafferrabile come quello degli abitanti dell’India non sarà certo lo scopo finale di questa impresa lunga oltre un anno. Anche per ragioni pratiche: secondo il population clock del sito indiastat.com, nei tre minuti necessari alla lettura di questo articolo il loro numero è già aumentato di 93 unità.