Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2005  marzo 10 Giovedì calendario

Ghisu Francesco, di anni 70. Sardo, una coroncina di capelli bianchi sulle tempie, mite, ancora pieno d’energie, faceva il ristoratore a Torino dove s’era trasferito da più di trent’anni

Ghisu Francesco, di anni 70. Sardo, una coroncina di capelli bianchi sulle tempie, mite, ancora pieno d’energie, faceva il ristoratore a Torino dove s’era trasferito da più di trent’anni. Qui aveva sposato una Sulic Angela di anni 52, originaria di Gorizia, tipetto biondo, gentile, dalla quale aveva avuto i figli Miriam e Sergio. Tutto contento che il suo ragazzo avesse deciso di lavorare assieme a lui nella pizzeria di famiglia, continuava ad andare su e giù per i tavoli nonostante un cuore capriccioso che dava i primi segni di stanchezza. Lui si limitava a tenerlo a bada con una sfilza di pasticche. Due venerdì fa, il solito pienone, raggiunse tre clienti che fumavano una sigaretta dietro l’altra infastidendo i vicini. Tentò di persuaderli a smettere ma ne ebbe in riposta solo insulti e auguri di morte. Lui se ne agitò tanto, diventò tutto rosso, poi sentì una morsa al petto, andò verso il magazzino dietro la sala per non farsi vedere e stramazzò a terra, il viso sul pavimento e un rivolo di sangue a scendere dalla fronte. Poco prima delle 23 di venerdì 4 febbraio, da ”Su forru”, in via San Donato 8, a Torino.