Giovanni Paolo II, Memoria e identità. Conversazioni a cavallo dei millenni (Rizzoli, pagine 234, 16 euro), è uscito in libreria il 23 febbraio con una tiratura iniziale di 330 mila copie (già pronta una ristampa di 30 mila) e traduzioni nelle principali , 4 marzo 2005
Wojtyla ha fatto esperienza di entrambi i totalitarismi. «Più tardi, ormai a guerra finita, pensavo tra me: il Signore Dio ha concesso al nazismo dodici anni di esistenza e dopo dodici anni quel sistema è crollato
Wojtyla ha fatto esperienza di entrambi i totalitarismi. «Più tardi, ormai a guerra finita, pensavo tra me: il Signore Dio ha concesso al nazismo dodici anni di esistenza e dopo dodici anni quel sistema è crollato. Si vede che quello era il limite imposto dalla Divina Provvidenza ad una simile follia. In verità, non era stata soltanto una follia - era stata una ”bestialità” [...]. Se il comunismo è sopravvissuto più a lungo e se ha ancora dinanzi a sé, pensavo allora tra me, una prospettiva di ulteriore sviluppo, deve esserci un senso in tutto questo». In termini di fede, «ciò che veniva fatto di pensare era che quel male fosse in qualche modo necessario al mondo e all’uomo. Succede, infatti, che in certe concrete situazioni dell’esistenza umana il male si riveli in qualche misura utile, in quanto crea occasioni per il bene. Non ha forse Goethe qualificato il diavolo come ”ein Teil von jener Kraft, / die stets das Böse will und stets das Gute schafft – una parte di quella forza, / che vuole sempre il male e opera sempre il bene?”. San Paolo, per parte sua, ammonisce a questo proposito: ”Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Lettera ai Romani 12,21)».