Macchina del Tempo, marzo 2004 (n.3), 28 febbraio 2004
arg-e-bam - Sembrava un gigantesco castello di sabbia e come un castello di sabbia si è sbriciolata per effetto del devastante terremoto che ha colpito l’Iran lo scorso 25 dicembre
arg-e-bam - Sembrava un gigantesco castello di sabbia e come un castello di sabbia si è sbriciolata per effetto del devastante terremoto che ha colpito l’Iran lo scorso 25 dicembre. La città di Bam (nelle foto a destra, la cittadella, situata su un’altura e difesa da due cerchia di mura e 28 torri, prima e dopo il terremoto) fu costruita oltre 2.000 anni fa in corrispondenza di un’oasi tra le catene montuose di Barez e Kabud, nel sud-est dell’attuale Iran, utilizzando solamente fango, paglia e tronchi d’albero di palma. Per secoli fu un importante nodo commerciale e un centro religioso dedicato al culto di Zarathushtra. Da quasi duecento anni era però disabitata, divenendo, più recentemente, una meta obbligata per i turisti in cerca di meraviglie. Il governo iraniano ha da subito dichiarato che verrà ricostruita a qualsiasi costo. E l’Italia ha inviato, lo scorso 5 gennaio, una delegazione guidata da Riccardo Ressa, direttore della Farnesina per il Medio Oriente, Guido Bertolaso, capo del dipartimento della Protezione civile, e Giuseppe Proietti, direttore del dipartimento per i Beni archeologici del ministero dei Beni culturali, per offrire tutta la nostra competenza ed esperienza nel campo del restauro: «L’intervento» afferma Proietti «consisterà in una vera e propria ricostruzione della cittadella, con i materiali e le tecniche utilizzati fino a pochi mesi fa, quando si era concluso l’ultimo restauro». Bisogna infatti considerare che la fragilità dei componenti ha da sempre richiesto interventi parziali di ricostruzione: «Per questo sono fondamentali le due fasi precedenti a quella di ricostruzione, che consistono nella raccolta del materiale documentario, come foto da terra, foto aeree, ma anche satellitari, di cui siamo già in possesso, e poi nella progettazione. Il gruppo di esperti italiani e iraniani che abbiamo costituito parteciperà a tutte e tre le fasi dell’intervento».