(Pietro Citati, ཿla Repubblica 26/2/2004 pagina 1)., 26 febbraio 2004
Il califfato di Cordoba nel X secolo, "lo sfavillante ornamento del mondo" secondo la monaca tedesca Rosvita, aveva novecento bagni, migliaia di negozi, centinaia o migliaia di moschee, acque correnti portate dagli acquedotti, strade lastricate e luminose
Il califfato di Cordoba nel X secolo, "lo sfavillante ornamento del mondo" secondo la monaca tedesca Rosvita, aveva novecento bagni, migliaia di negozi, centinaia o migliaia di moschee, acque correnti portate dagli acquedotti, strade lastricate e luminose. La Biblioteca del Califfo era forte di 400mila volumi - il solo catalogo ne occupava 44 – ma ce n’erano altre settanta, aperte a chiunque volesse leggere l’arabo, il latino, l’ebraico. Negli stessi anni, nelle stanze dei conventi europei, mediamente non se ne conservavano più di quattrocento. Il visir del Califfo era Hasdar, figlio di Isacco, figlio di Ezra, capo della comunità ebraica. Uno degli ambasciatori era Recemondo, vescovo cristiano. Ma non durò a lungo: "All´inizio dell´undicesimo secolo, i mercenari berberi del Califfo distrussero la città e la meravigliosa reggia di Madinat al-Zahra. Poi, sempre dal Marocco, arrivarono gli emiri Almoravidi, che detestavano ebrei e cristiani e soprattutto i musulmani mistici. Che non condividevano il loro fanatismo. Come vedete, l´Islam non è mai stato privo di qualche Osama bin Laden"