Filippo Ceccarelli, "La Stampa" 25/2/2004, pagina 1., 25 febbraio 2004
Giorgio La Pira viveva in convento, per pregare si svegliava alle tre di notte, portava sandali e cappello a falde larghe, beveva acqua calda durante i pasti e scambiava continuamente il cappotto con tutti
Giorgio La Pira viveva in convento, per pregare si svegliava alle tre di notte, portava sandali e cappello a falde larghe, beveva acqua calda durante i pasti e scambiava continuamente il cappotto con tutti. Regalava immagini, santini e medagliette della Madonna, e tempestava gli amici democristiani con telegrammi e lettere. Ne scrisse una ad Andreotti per chiedergli d’inserire nel bilancio della Difesa un capitolo «per le efficacissime armi nucleari dell’orazione. Pensaci: la cosa è molto più seria e tecnica di quanto si pensi». Convinse Enrico Mattei, presidente dell’Eni, a rilevare le officine del Pignone vicine al fallimento, perché così gli era stato ordinato in sogno dalla Madonna. Mercoledì 25 a Montecitorio è stato scoperto un busto a lui dedicato.