Varie, 25 febbraio 2004
MORTENSEN
MORTENSEN Viggo New York (Stati Uniti) 20 ottobre 1958. Attore. Padre danese e madre americana. Ha debuttato nell’85 ne Il testimone di Peter Weir. Ha lavorato con registi come Jane Campion (Ritratto di signora), Brian De Palma (Carlito’s Way), Ridley Scott (Soldato Jane ). Ha recitato anche nei remake di Delitto perfetto (’98) e Psyco (’98). Dal 2001 è Aragorn nella saga del Signore degli Anelli. Anche pittore • «Separato dalla cantante punk rock Exene Cervenka [...] ex compagno di Lola Schnabel figlia del pittore Julian, Viggo è refrattario a ogni mondanità hollywoodiana» (Giovanna Grassi, ”Corriere della Sera” 25/2/2004) • «Padre danese e madre americana, Viggo ha passato la sua infanzia in Argentina, per poi spostarsi prima in Venezuela e da adolescente in Danimarca. Diventa attore di teatro lavorando a New York sotto la guida di Warren Robertson. La sua carriera teatrale lo porterà a vincere il Drama-logue Award a Los Angeles per il suo ruolo in ”Bent”» (’L’Espresso” 27/11/2003) • «Un’anomalia nel mondo del cinema. Ha le capacità e lo status della star, ma più che un attore è un artista i cui interessi spaziano dalla poesia alle arti visive fino a una intransigente militanza politica ed ecologica [...] un attore completo, voglioso di incarnare un personaggio piuttosto che sovrapporgli una sua immagine fissa. La sua capacità camaleontica è tale da portarlo da film a film, da Carlito’s Way a Delitto perfetto, a una trasformazione pressoché totale. fuori dal set che la distanza tra Viggo è l’idea stereotipata della star si fa più tangibile. La sua conversazione, sempre colta e autoironica, spazia con naturalezza da Kant a Chomsky, dalla poesia danese all’ultima garage band di Los Angeles. Ama camminare scalzo, leggere, fotografare e passare ore in solitudine. Quando non recita riesce a portare avanti con successo carriere parallelle come pittore, fotografo e poeta. Qualcosa di molto diverso da un attore con degli hobby. ”Scrivere una poesia, creare un’immagine o dare vita a un personaggio sono aspetti diversi dello stesso processo creativo [...] L’unica differenza è che nel cinema, come attore, non ho il controllo finale dell’opera”» (Alessandro Cassin, ”L’Espresso” 27/11/2003).