Mariano Sabatini e Oriana Maerini, Intervista a Mario Monicelli, la sostenibile leggerezza del cinema, Napoli, Edizioni scientifiche italiane,, 24 febbraio 2004
Tè. Abitudine di Monicelli, girare con tre macchine da presa per avere punti di vista diversi e cogliere gli attori di sorpresa
Tè. Abitudine di Monicelli, girare con tre macchine da presa per avere punti di vista diversi e cogliere gli attori di sorpresa. La seconda o la terza cinepresa è sempre nascosta e lontana "perché l’attore non la percepisca o la dimentichi". "In tal modo gli rubo le espressioni migliori, più autentiche. Per lo stesso motivo, quando recitano, chiedo ai miei attori di impegnarsi in azioni apparentemente insignificanti, che li distraggano: versare del tè, pettinarsi, spostare degli oggetti, accendere una sigaretta".