Masolino D’Amico, Persone speciali, Aragno 2003, 24 febbraio 2004
Soprannomi/2. Una delle attività del gruppo di intellettuali che si riuniva alla libreria Rossetti tra i Cinquanta e i Sessanta era affibbiarsi soprannomi cattivelli
Soprannomi/2. Una delle attività del gruppo di intellettuali che si riuniva alla libreria Rossetti tra i Cinquanta e i Sessanta era affibbiarsi soprannomi cattivelli. "Il critico drammatico De Feo era ”Cafone il censore”. Patti, che aveva velleità da Ganimede e portava il cinto per assottigliarsi la vita, fu definito ”lo scrittore di pessimo busto”". Vincenzo Cardarelli, che da via Veneto non s’allontanava mai, per via della dentiera malferma, fu chiamato "il poeta deca-denti"; oppure, una volta che sventolava un assegno ricevuto, "il poeta-saldato". Dal canto suo Cardarelli, riferendosi alla bassezza del pittore Amerigo Bartoli, quando gli chiedevano dov’era, rispondeva: "L’ultima volta che l’ho visto stava passeggiando sotto il tavolo" (alla stessa domanda, in un’altra occasione: "Cosa volete che ne sappia? Non sono mica un principe del Rinascimento, che va in giro col nano!").