24 febbraio 2004
Tags : Roque Gaston. Maspoli
Maspoli RoqueGaston
• Nato a Montevideo (Uruguay) il 12 ottobre 1917, morto il 22 febbraio 2004. Calciatore. Portiere dell’Uruguay che riuscì a battere il Brasile nella partita decisiva per il titolo mondiale (2-1, 16 luglio 1950), fece piangere un’intera nazione e conquistò la coppa al Maracanà di Rio. Aveva iniziato la carriera da terzino, salvo convertirsi al ruolo di portiere a 18 anni, quando passò al Nacional. Ma la sua carriera resta intrecciata a quella del Peñarol: sei scudetti da giocatore (dal ’40 al ’55), 54 trofei da allenatore, compresa la Coppa Intercontinentale ’66 (contro il Real). Maspoli aveva vinto anche il Mundialito nell’81, come c.t. dell’Uruguay, la nazionale diretta in momento diversi fino al ’97. «Di Roque Gaston Maspoli rimane famosa un’immagine che fece piangere decine di milioni di brasiliani e provocò perfino suicidi. quella del portiere dell’Uruguay, maestro nelle uscite, che interviene in presa alta sul centravanti della Seleçao Ademir mentre l’arbitro Reader non segue l’azione e, a spalle girate ed allargando le braccia, fischia la fine della gara decisiva del Mondiale ’50. Sul Maracanà calò un silenzio irreale, testimoni raccontano la leggenda secondo la quale si potessero ascoltare solo i singhiozzi di tanti tifosi in lacrime e le urla disperate dei radiocronisti. [...] Il portiere della Celeste mondiale – una vita di successi e di incredibili fortune a conferma del fatto che quel secondo nome Gastone non fosse casuale – , quel giorno di vittoria e tristezza al Maracanà rimase così impressionato da dire: ”Se avessi saputo che avremmo provocato un dolore così forte a tanta gente, forse avrei preferito non vincere”. stato un uomo fortunato Roque Gaston, in campo e nella vita: è diventato campione del mondo a 30 anni, quando nessuno se lo aspettava, ed è risultato per due volte il possessore del biglietto vincente della lotteria nazionale uruguaiana, lui che in fondo non ne aveva così bisogno. Si era già costruito un discreto patrimonio, e una posizione nella vita, a forza di parate, da continuatore della tradizione dei grandi estremi difensori dell’Uruguay degli anni Trenta e Quaranta, come Ballesteros, Paz e Mazali. Maspoli aveva cominciato a giocare a calcio da terzino. Tra i pali era finito a 18 anni, quando entrò nel Nacional che poi tradì per passare ai ”cugini” del Peñarol, il grande amore calcistico della sua vita con cui vinse 6 titoli nazionali. Si ritirò nel 1955, un anno dopo aver giocato i Mondiali in Svizzera. Ebbe fortuna e successo anche da allenatore: con il suo amato Peñarol vinse 6 scudetti, una Libertadores (1966) e poi l’Intercontinentale nello stesso anno a spese del Real Madrid di Gento. Allenò anche Danubio, River Plate uruguaiano, i paraguaiani dell’Olimpia, i peruviani dello Sporting Cristal, gli spagnoli dell’Elche e gli ecuadoriani del Barcelona. In più anche la Nazionale del suo Paese, con cui vinse il Mundialito del 1981. Maspoli aveva ripreso la guida dell’Uruguay nel 1997 ma non riuscì a qualificarsi a Francia ’98» (’La Gazzetta dello Sport” 24/2/2004).