7 settembre 1999
«Crediamo di aver conquistato il ”suffragio universale” e votiamo con parole d’ordine (il contrario del suffragio universale) o condotti al luogo della votazione come si spinge un gregge alla pastura; con questa differenza: che tutto ciò non nutre
«Crediamo di aver conquistato il ”suffragio universale” e votiamo con parole d’ordine (il contrario del suffragio universale) o condotti al luogo della votazione come si spinge un gregge alla pastura; con questa differenza: che tutto ciò non nutre. D’altra parte, per mezzo di questo ”suffragio universale” che si crede di avere e che non si ha, bisognerebbe credere che i soldati devono comandare il generale, i cavalli condurre il cocchiere; credere che due radici valgono più di un tartufo, due sassolini più di un diamante, due grani di sterco più di una rosa... Le credenze hanno subito la sorte di quel serpente della favola, tagliato, fatto a pezzi, di cui ogni pezzo diventa un serpente. Le credenze si sono mutate in moneta, in bassa moneta di credulità. E per chiudere la lista, molto incompleta, delle credenze delle credulità, voi credete che non si crede a nulla» (John Ruskin, ”La Bibbia d’Amiens”) (’Il Sole-24 Ore” 5/9/99).