Natalia Aspesi, Il Giorno, 27/07/1962, 27 luglio 1962
Sulla spiaggia ci stanno pochissimo, non più di un’ora al giorno, e poi rimangono sdraiati a fissare con disgusto il mare, senza nessuna voglia di buttarcisi dentro; arrivano al colmo, quasi incredibile, di trascurare l’abbronzatura
Sulla spiaggia ci stanno pochissimo, non più di un’ora al giorno, e poi rimangono sdraiati a fissare con disgusto il mare, senza nessuna voglia di buttarcisi dentro; arrivano al colmo, quasi incredibile, di trascurare l’abbronzatura. La barca li annoia, l’automobile li affatica, il go-kart li nausea, il pettegolezzo non dà più brividi, il flirt non è più neppure pensabile. Sotto gli ombrelloni roventi non ci sono che bambini, governanti, amiche povere addette alla sorveglianza dei bambini e Paola di Liegi, coi capelli ritti sulla testa, come vuole la sua leggenda, però domata, casalinga, capace di rinunciare ai nights e alle litigate in pubblico. L’unica attività consentita di giorno è frugare con rabbia nelle ceste dei venditori ambulanti, alla ricerca delle famose magliacce St. Tropez, con l’ancora, il timone, o la stella ricamata in mezzo al petto, vendute ormai a migliaia al giorno, al modico prezzo di millecinquecento lire (con grande rabbia di chi le ha comprate davvero a St. Tropez, e si sentiva un pioniere, o di chi le ha acquistate nelle boutiques cittadine, a cifre folli). L’acquisto di ingenti quantitativi di queste magliacce, e di dozzine di fazzoletti, è d’altra parte connesso al gran rito che scoppia puntualmente ogni sera in tutti i locali della Versilia, e per il quale i grandi villeggianti hanno trascurato di giorno ogni svago, aspettando frementi e cupi un’ora notturna, decente, per potersi scatenare. Nel twist, naturalmente.