Natalia Aspesi, Il Giorno, 27/07/1962, 27 luglio 1962
L’importante è seguire il ritmo dei negri, concentrarsi su ginocchia che sbattono, piedi che si alzano, fianchi che rullano, braccia che imitano il movimento di un pugile, di un corridore campestre, di una massaia che trita le cipolle
L’importante è seguire il ritmo dei negri, concentrarsi su ginocchia che sbattono, piedi che si alzano, fianchi che rullano, braccia che imitano il movimento di un pugile, di un corridore campestre, di una massaia che trita le cipolle. Nessuno si sogna di abbandonare la pista, dopo un po’ si levano le scarpe, poi le magliette maschili vengono roteate sulla testa, si è in pieno spogliarello-twist; se i negri non smettessero, chissà dove si andrebbe a finire, sotto il suo gran gonnellone bianco tutto ricamato di oro persino un enorme principe dell’Arabia Saudita ha cominciato ad agitare selvaggiamente le austere gambe, le signore strillano, l’intellettuale ruggisce, solo i giovanissimi continuano a lavorare concentrati e austeri, come se si allenassero ad un gara sportiva.